Pedemontana a Formia, nuovo intervento e polemiche politiche

Pedemontana a Formia, nuovo intervento e polemiche politiche

Continua il botta e risposta politico sulla questione della Pedemontana a Formia. Nei giorni scorsi, infatti, in un atto di indirizzo della giunta regionale in cui spiccano i progetti delle infrastrutture da realizzare nei prossimi anni, il progetto della pedemontana non c’è. La denuncia era arrivata dal parlamentare ex 5 Stelle e ora nel misto Raffaele Trano, a cui ha fatto eco Nicola Calandrini senatore di Fratelli d’Italia. A questi ha risposto la filiera del Partito Democratico, dal segretario provinciale a quello locale, passando per i consiglieri regionali che spiegano come esiste un finanziamento di circa 80 milioni di euro da implementare, ma che ANAS starebbe provvedendo con progettazione ed avrebbe riaperto da tempo il dossier. Ma Trano (in foto) non ci sta e il botta e risposta prosegue a suon di note.

“”Dopo dodici anni – accusa nella contro replica Trano – in cui non è stato stanziato un centesimo per il “passante” di Formia apprendo che della Pedemontana si sarebbe ricordato anche il Pd, anche se non sappiamo esattamente quale corrente, che tramite l’ex senatore Claudio Moscardelli e i consiglieri regionali Enrico Forte e Salvatore La Penna si starebbe interessando al dossier e avrebbe avuto non ben precisati incontri al Ministero delle infrastrutture, coinvolgendo anche il sottosegretario Margiotta. Un passaggio inquietante considerando che a questo punto sembra che il destino dei cittadini del basso Lazio sia appeso alla segreteria di un partito (provinciale e locale), che schiva il dibattito parlamentare, non interviene pur essendo maggioranza di governo, non supporta chi come il sottoscritto di azioni concrete ne ha fatte e va a mercanteggiare non si capisce neppure a che titolo all’interno del Mit. Il Partito democratico, anziché accusarmi di fare delle mistificazioni, farebbe bene a spiegare cosa ha fatto, o meglio cosa non ha fatto negli ultimi dodici anni. Personalmente, ricevuto dai cittadini il mandato a rappresentarli in Parlamento, fin dal primo giorno mi sto occupando della drammatica situazione delle infrastrutture nel sud della provincia di Latina e con un mio Ordine del Giorno, il 9/02305/208, a valere sulla legge di bilancio per l’anno finanziario 2020, è stato previsto un intervento normativo ad hoc nel corso della presente legislatura, volto al completamento della variante stradale 7 Pedemontana di Formia. Si tratterebbe in pratica di completare lo stanziamento stimato in 171,989 milioni di euro con i mancanti 92,739 milioni. Un punto su cui ho appena sollecitato la ministra Paola De Micheli ad intervenire e a indicare il progetto al Cipe per il fabbisogno finanziario. I dem, probabilmente in altre vicende affaccendati, dal 2008 ad oggi non si sono curati di recuperare risorse, non spiegano cosa avrebbe fatto Moscardelli quando era un senatore e non come oggi un ex e quindi fuori dalle istituzioni, cosa hanno fatto i suoi colleghi di partito quando erano alla guida della città di Formia e neppure perché la Regione non ha investito un euro su quell’infrastruttura, limitandosi il presidente Nicola Zingaretti a presenziare all’inaugurazione del cantiere della Littorina a Gaeta, come se quella fosse la soluzione alla drammatica situazione dei trasporti nel basso Lazio. Il 5 novembre, ad esempio, proprio la giunta della Regione Lazio ha deliberato una spesa di 23 miliardi del Recovery Fund e non ha previsto nulla per la Pedemontana, nemmeno un centesimo! Parliamo del resto dello stesso Pd che a Gaeta ha visto Moscardelli stringere alle elezioni comunali un patto con Forza Italia (trasformandosi in civici), salvo poi finire ai ferri corti con i litigi sulle dimissioni chieste da Simeone. L’intervento del Partito democratico, tanto presente sui social network quanto assente sui territori, mi conferma su quanto è giusto fare, partendo dalle battaglie concrete in Parlamento sui problemi che toccano da vicino ai cittadini, e quanto è giusto non fare, come considerare un’opera strategica qualcosa su cui sgomitare per piantare la bandierina di partito e dare prova della loro esistenza, dopo essersene colpevolmente disinteressati per oltre un decennio. Se ne facciano una ragione Moscardelli e soci: la Pedemontana non è cosa loro ma dei cittadini e quello che serve sono i fatti non andare a prendere il caffè al Ministero. Con l’emergenza Pandemica – conclude Trano – e l’invito all’unità assistiamo a quello che sa fare meglio il Pd, litigare invece di coinvolgere tutti gli attori alla risoluzione del progetto, sempre se la volontà sia quella di dare soluzioni ai territori”.  

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