Morte Cardiaca Improvvisa: il focus

Morte Cardiaca Improvvisa: il focus

“Si sente parlare sempre più spesso di Morte Cardiaca Improvvisa (MCI) o Arresto Cardiaco, definita come una morte inattesa per cause cardiache, che si verifica entro un’ora dall’inizio della sintomatologia acuta, in un soggetto con o senza cardiopatia nota preesistente. La possibilità che questi pazienti muoiano, se lasciati al loro destino, è vicina al 100%: la mancanza di ossigeno al cervello in 6-10 minuti è fatale”.

A parlare di questo argomento, facendo un focus, è il dottor Luca Simione, presidente dell’associazione Emergenza e Soccorso di Spigno Saturnia, accreditata come Centro di Formazione BLS-D /PBLS-D con il n°233 presso l’Ares 118 Lazio, nonché istruttore e direttore di corsi.

“L’associazione è da tempo impegnata nel divulgare l’importanza di tali manovre ed effettua attività formative rivolte a cittadini, aziende, enti attuando altresì progetti per ‘città cardio-protette'”, spiega Simione. “Ognuno di noi può salvare qualcun altro, se interveniamo tempestivamente e con un massaggio cardiaco di elevata qualità. L’importante è un buon addestramento attraverso i corsi di formazione accreditati e riconosciuti presso Ares 118 Lazio, il mantenimento di questa abilità nel tempo, una buona organizzazione dell’emergenza extra ospedaliera (catena della sopravvivenza) e la consapevolezza che il sistema d’emergenza è un bene di tutti e che farlo funzionare bene dipende anche da noi.

L’arresto cardiaco improvviso è un fenomeno drammaticamente rilevante soprattutto in ambiente extra-ospedaliero: ogni anno, solo in Italia, muoiono circa 60.000 persone per tale condizione, all’ incirca una persona su 1000 all’anno. La letteratura scientifica internazionale ha ampiamente documentato che, in circa la metà dei casi, l’arresto cardiaco può essere trattato efficacemente con la defibrillazione precoce”. Da qui l’invito non solo a diffondere i corsi accreditati sulle manovre di rianimazione cardiopolmonare, ma altresì a cardio-proteggere con il posizionamento dei PAD (Public Access Defibrillation) accessi pubblici ai defibrillatori nei Comuni, nelle scuole, nelle aziende, nei condomini.

“Non possiamo correre sempre ai ripari e solo a fatti accaduti, ma prevenire tenendo conto anche del territorio, considerando che nei Paesi dove la percentuale di popolazione addestrata alle manovre salvavita supera il 70% e la raggiungibilità di un defibrillatore è inferiore a 10 minuti, la sopravvivenza si avvicina al 60%”. Conclude il dottor Simione: “Una delle misure della civiltà di ogni gruppo sociale è la capacità di rispondere alle emergenze”.

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