Dal libro di poesie sul Covid, alla morte per il virus: l’addio a don Franco

Dal libro di poesie sul Covid, alla morte per il virus: l’addio a don Franco

Lutto cittadino oggi, sabato 7 novembre, dalle 18 in poi, a Mondragone, in occasione dei funerali – senza salma – in memoria di monsignor Franco Alfieri, morto per coronavirus mercoledì 4 novembre presso l’ospedale di Latina, dove era stato ricoverato il 4 ottobre scorso. La salma di don Franco è stata tumulata venerdì nel cimitero del suo paese natio, Nocelleto di Carinola, senza poter avere la celebrazione, per i limiti imposti dalla pandemia da Covid-19. Don Franco, già Vicario generale della Diocesi di Sessa Aurunca ed attuale Rettore della Basilica Minore di Santa Maria Incaldana, a Mondragone, era conosciuto anche nella provincia di Latina avendo insegnato Filosofia e Storia per diversi anni nei licei del Sud Pontino. Aveva insegnato anche all’università, dove molti studenti della provincia di Latina e Frosinone lo hanno conosciuto ed apprezzato per la vasta cultura e per le capacità didattiche e di trasmissione del sapere in generale.

Così lo ricorda sui social uno dei suoi più stretti collaborati negli anni 1978-2003 e 2007-2011, padre Antonio Rungi, passionista, attuale Delegato arcivescovile per la vita consacrata della diocesi di Gaeta: “Caro don Franco, la notizia della tua morte ci addolora profondamente. La Chiesa con te perde un punto di riferimento culturale, pastorale, sacerdotale ed umano di spessore incalcolabile”.

Don Franco aveva 74 anni, con 49 anni di vita sacerdotale ed una lunga e significativa esperienza in vari campi pastorali, culturali e sociali. Era nato, infatti, a Nocelleto di Carinola (Caserta) il 6 ottobre 1946, aveva frequentato il Seminario Arcivescovile di Benevento ed era stato ordinato sacerdote il 14 agosto 1971 a Sessa Aurunca da monsignor Vittorio Maria Costantini. Aveva studiato Teologia alla Facoltà teologica dell’Italia Meridionale di Napoli sez. ‘S. Tommaso’; successivamente aveva conseguito il Dottorato in Teologia Dogmatica nella Pontificia Facoltà Teologica “Seraphicum” di Roma e il Dottorato in Storia e Beni Culturali della Chiesa alla Pontificia Facoltà di Storia e Beni Culturali della Chiesa, alla Gregoriana (Roma).

Laureato in Storia e Filosofia all’Università “Federico II” di Napoli, come docente ha insegnato “Storia e Filosofia” nei Licei della Provincia di Latina e di Caserta ed anche alla Facoltà di Sociologia dell’Università di Cassino. In campo religioso aveva insgenato Dogmatica all’Istituto di Scienze Religiose di Sessa Aurunca; Filosofia e Cristologia all’Istituto Superiore di Scienze Religiose ”S. Pietro” di Caserta; Storia Moderna e Contemporanea all’Istituto Superiore di Scienze Religiose “S. Paolo” di Aversa. Nel corso degli anni, durante l’episcopato dei vescovi Costantini, Nogaro, Superbo, Napoletano e dell’attuale monsignor Piazza, aveva ricoperto diversi incarichi pastorali: parroco di San Giuseppe in Cascano, vice-parroco e poi parroco di S. Rufino in Mondragone, parroco-rettore del Santuario di S. Maria Incaldana, segretario del Sinodo Diocesano, direttore del Consiglio presbiterale, vice-presidente dell’Istituto Sostentamento Clero, vice-economo, delegato ai Convegni di Palermo e Verona, direttore dell’Ufficio scuola, primicerio della collegiata di ‘S. Giovanni Battista’, vicario episcopale per la pastorale diocesana, assistente diocesano del Movimento dei Cursillos, delegato per la formazione del clero, delegato per le confraternite, proto-presbitero per i greco-cattolici di rito bizantino e vicario e provicario generale. Inoltre è stato membro del Consiglio presbiterale italiano ed europeo, del Consiglio episcopale, del Collegio dei Consultori, Commissione Admittentis, Commissione Arte Sacra e Beni culturali e direttore della Scuola di formazione teologica diocesana.

Diverse le sue pubblicazioni in vari settori della cultura e della religione. Ultima sua pubblicazione, uscita la scorsa estate per l’editore Caramanica di Minturno, una raccolta di poesie proprio sul coronavirus, dal titolo ‘Virus, un mistero tenebroso’. “Strana sorte – commenta padre Rungi – è stato proprio il Covid-19 a far chiudere gli occhi a questo zelante sacerdote della Diocesi di Sessa Aurunca il giorno 4 novembre 2020, memoria di un grande santo e pastore della Chiesa universale e di Milano, San Carlo Borromeo.

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