Affari dei Di Silvio in campagna elettorale, conferma da Cifra

Affari dei Di Silvio in campagna elettorale, conferma da Cifra

Il clan Di Silvio era utilizzato dai politici di Latina in campagna elettorale.

Il particolare è emerso più volte nelle ultime inchieste antimafia sul capoluogo pontino ed è stato riferito ai magistrati e alla squadra mobile dai pentiti Renato Pugliese e Agostino Riccardo.

A confermarlo, seppure indirettamente, ora ci sono anche le parole di Franco Cifra, coinvolto nell’inchiesta denominata “Dirty Glass”.

Nell’interrogatorio a cui è stato sottoposto dal gip Antonella Minunni, l’imprenditore ha fornito la sua versione dei fatti sui rapporti avuto proprio con Pugliese e Riccardo e ha specificato: “C’era la campagna elettorale, c’erano le amministrative 2016, loro attaccavano i manifesti e facevano campagna, propaganda elettorale per tanti imprenditori. Ma questo lo sanno tutti. Venivano al bar coi manifesti. Quante volte sono venuti e abbiamo fatto i pacchetti di cornetti o le paste per portare ai proventi elettorali, ma non è che io gli chiedevo “do li porti?” o “i soldi che mi stai a dà so provento di illeciti?”. No, venivano…”.

Un impegno dunque alla luce del sole, con tanti candidati di Latina che si rivolgevano al clan per la campagna elettorale e tante persone in città che erano a conoscenza di simili rapporti.

Cifra ha quindi precisato, relativamente alla fattura fatta alla Italy Glass a lui contestata, che aveva fatto quell’operazione per essere pagato da quelli che sono ora due collaboratori di giustizia.

“Noi c’abbiamo un altro bar – ha aggiunto – di mio fratello, lo chiamano, annavano là e gli estorcevano la colazione. I camerieri c’avevano paura. Io una volta l’ho preso, per mio fratello, gli ho detto “non ti permettere più”. Ma sto fatto che io li affrontavo testa a testa, dottoré, gli dava fastidio a lui, gli dava molto fastidio”.

Cifra ha quindi parlato anche del padre di Pugliese, Costantino Cha Cha Di Silvio, a capo dell’organizzazione criminale sgominata con l’operazione Don’t touch, e anche per quanto riguarda il pregiudicato ha confermato i legami con un pezzo di politica.

“Costantino Di Silvio era inserito in un contesto sociale, politico, in città lo sanno tutti – ha affermato l’indagato – le mie conversazioni con Costantino Di Silvio, siccome sono stato ex giocatore di pallone e mio figlio è giocatore di pallone, sempre sul calcio. Lui stava nel Latina Calcio, nel Latina Calcio quando stava in serie B, quindi parliamo di una società professionistica. L’ho visto venire con eminenze grigie del calcio, con politici, così, in realtà parlava con tutti”.

E ancora sulla fattura contestata e il catering fornito a Pugliese e Riccardo: “Sapevo che stavano in campagna elettorale. Pensavo più a un fatto di movimentazioni elettorali, queste cose qua”.

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