Voti comprati dalla criminalità nomade, chiesti 4 rinvii a giudizio

Voti comprati dalla criminalità nomade, chiesti 4 rinvii a giudizio

Chiesti quattro rinvii a giudizio per gli imputati nell’indagine sui voti che, secondo la Direzione distrettuale antimafia di Roma, la criminalità nomade avrebbe comprato e anche estorto per favorire Angelo Tripodi, all’epoca dei fatti candidato sindaco di Latina e attualmente capogruppo regionale della Lega.

Una vicenda scaturita dall’inchiesta denominata “Alba Pontina” e ora al vaglio del giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Roma.

Indagando sul clan di origine nomade Di Silvio, l’Antimafia di Roma ha aperto un’inchiesta autonoma sulle attività che avrebbe svolto a Latina nel 2016 la malavita per gonfiare i consensi dell’allora candidato sindaco Tripodi, che occorre sottolineare non è tra gli indagati.

I pm Barbara Zuin e Luigia Spinelli, alla luce delle testimonianze raccolte, delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e dei riscontri fatti dalla squadra mobile, hanno chiesto il rinvio a giudizio di Angelo Morelli, detto Calo, esponente dell’omonima famiglia di origine nomade, di Ismail El Ghayesh, dell’imprenditore Roberto Bergamo e di Antonio Fusco, detto Marcello, tutti di Latina.

Bergamo, candidato al consiglio comunale e capolista di una delle liste a sostegno di Tripodi, e Morelli, secondo gli inquirenti, quattro anni fa avrebbero promesso 30 euro per ogni voto.

El Ghayesh avrebbe cercato di estorcere denaro a un giovane a cui aveva venduto cocaina, minacciandolo: “Se entro il 10 non mi porti i soldi ti spezzo le gambe con la mazza e ti porto a refertare”. E avrebbe anche costretto lo stesso giovane, accompagnandolo al seggio, a votare per Tripodi e a esprimere la preferenza per Bergamo, facendosi pure consegnare la prova che avesse votato così come gli era stato imposto.

Fusco invece avrebbe aiutato il clan Di Silvio, con una soffiata, a evitare i controlli della Polizia mentre il clan cercava di farsi consegnare il denaro di un’estorsione.

I difensori di Fusco, gli avvocati Luca Giudetti e Stefano Iucci, hanno chiesto un processo con rito abbreviato condizionato ad ascoltare un testimone, mentre non è ancora chiaro se i difensori degli altri imputati, tra i quali Giancarlo Vitelli e Alessia Vita, chiederanno riti alternativi.

A decidere sui quattro imputati sarà, il prossimo 27 gennaio, il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Roma.

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