Il cluster all’ospedale di Fondi e le preoccupazioni per i nuovi contagi

Il cluster all’ospedale di Fondi e le preoccupazioni per i nuovi contagi

Troppo fresca la ferita della “Zona Rossa” di marzo a Fondi per parlare con disinvoltura nuovamente di un possibile cluster, perché la ferita è scoperta e i timori ci sono e fanno paura. Eppure i nuovi casi in città, arrivati da chissà dove – perché come spesso ci dicono ormai è difficile risalire al 100% la catena di contagi – preoccupa e non poco.

Nei giorni scorsi è uscita la notizia, battuta da La Repubblica, che i 7 sanitari positivi dell’ospedale di Fondi (nell’articolo ne risultavano 6, ma ad oggi dovrebbero essere 7) sarebbero stati riconducibili ad una cena avvenuta qualche sera prima. Questo almeno secondo le prime ricostruzioni, con la presunta “colpa” dei sanitari di essersi dunque infettati – e contagiati – fuori dall’ospedale. Una teoria quasi senza “pieghe”, alla luce del fatto che dai primi riscontri mancano altri casi all’interno dell’ospedale.

In realtà, però, c’è qualcosa che non quadra se la prima persona che ha scoperto di essere positiva e che ha lanciato l’allarme del cluster ospedaliero ai suoi superiori, a cene con i colleghi e altri momenti di svago – tra l’altro legittimi fino a prima dell’ultimo Dpcm – afferma di non aver mai partecipato e che potrebbero non esserci neppure stati. Di qui, il timore che qualcosa possa non aver funzionato.

Apprensione anche per gli ultimi casi nelle scuole che hanno portato a chiusure e tamponi di massa (sono oltre 200 quelli effettuati negli ultimi giorni tra ospedale e scuole) tentando così di riallacciare il link epidemiologico e chiudere il cluster.

Con la diffusione del virus in modo importante su tutto il territorio nazionale, come stiamo notando in questi giorni, è difficile avere la certezza di individuare in tutte le filiere di contagio i “pazienti zero”, ma mai come in questo caso sarebbe opportuno che il link epidemiologico abbia un proprio tracciamento per essere sicuri che sia le procedure che il distanziamento siano garantiti in strutture che rimangono avamposti del nostro stato sociale, ovvero l’ospedale e la scuola.

Non rimane che attendere, dunque, l’attesa dei bollettini di questi giorni, che riportano singoli casi in gran parte riconducibili proprio a quelli emersi nei giorni scorsi presso l’ospedale di Fondi e la scuola Gonzaga.

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