Estorsioni ed elezioni, accuse confermate a Cetrone, Pagliaroli e i Di Silvio

Estorsioni ed elezioni, accuse confermate a Cetrone, Pagliaroli e i Di Silvio

“Blindate” dalla Corte di Cassazione le accuse nei confronti dell’ex consigliera regionale di centrodestra Gina Cetrone, dell’ex marito di quest’ultima, Umberto Pagliaroli, di Armando “Lallà” di Silvio, e dei figli Gianluca e Samuele Di Silvio, arrestati a gennaio nell’ambito dell’inchiesta antimafia denominata “Scheggia”.

La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi dei cinque, attualmente imputati davanti al Tribunale di Latina, contro l’ordinanza di custodia cautelare emessa a loro carico a gennaio, condannandoli anche a pagare le spese processuali e duemila euro a testa alla cassa delle ammende.

Nella sentenza depositata la Cassazione ha inoltre confermato sia la sussistenza dell’aggravante mafiosa che le accuse mosse alla Cetrone e all’ex marito di aver ingaggiato il clan Di Silvio di Latina, la cosiddetta fazione di Campo Boario, per compiere estorsioni ai danni di imprenditori e per occuparsi di parte della campagna elettorale del 2016 a Terracina, in cui inizialmente l’ex consigliera regionale era candidata a sindaco e in cui poi aveva appoggiato il candidato sindaco di Forza Italia

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