Impianti di mitilicoltura, Articolo Uno chiede l’intervento dei comuni coinvolti

Impianti di mitilicoltura, Articolo Uno chiede l’intervento dei comuni coinvolti

“Interveniamo per l’ennesima volta su un tema che è ormai un simbolo delle nostre battaglie in campo ambientale.

Non molleremo mai la presa, ritenendo l’applicazione della ormai nota a tutti deliberazione regionale per l’istituzione dell’area sensibile del Golfo un punto fermo nell’ottica della tutela del mare e della sua salute”. Così in una nota stampa il gruppo Articolo Uno – Leu Formia.

“Nel nostro Golfo insistono, affacciandosi sul litorale di Vindicio di Formia, impianti di acquacoltura e pescicoltura, le cui ricadute in termini di inquinamento marino (pescicoltura in particolare) sono purtroppo anche esse note, rappresentando ormai da troppo tempo un ostacolo serio al decollo della nostra riviera sotto numerosi profili .

La delocalizzazione degli impianti è prevista da una delibera regionale del 2010 e , nonostante le varie enunciazioni e le sollecitazioni  indirizzate alle autorità competenti, e tra queste, in primis, la Regione Lazio, nulla si è mosso finora .

Ciò, nonostante una crescita di attenzione e consapevolezza tra le comunità del Golfo riguardo le compromissioni di ordine ambientale ed economico che tale situazione determina.

Rinnoviamo, con le consuete convinzione e determinazione, la necessità di mettere definitivamente un punto e di intervenire, predisponendo lo spostamento offshore degli impianti.

Ribadiamo sempre – per chiarezza e per sgombrare il campo da ogni possibile strumentalizzazione o incomprensione – che tale intervento non andrebbe ad interferire o danneggiare le imprese.

La difesa del lavoro e delle attività economiche legate alla itticoltura e pescicoltura è patrimonio importante del nostro Golfo e non c’è mai stata alcuna volontà di colpire un settore produttivo come questo.

La proposta – risalente ad oltre   10 anni fa e mai applicata – prevede la DELOCALIZZAZIONE degli impianti. Eventualità questa che, a nostro giudizio, aiuterebbe questo settore anche a migliorare la qualità del prodotto ittico.

Liberare il Golfo dalla impiantistica è un obbligo e ora che siamo in prossimità della scadenza delle concessioni pretendiamo che si prenda posizione netta e si accelerino le procedure per lo spostamento.

La competenza sulla concessione del demanio marittimo per l’acquacoltura è ormai dei Comuni, così come definito dall’art. 7 della L.R. n. 1/2020

E immaginiamo che la relativa documentazione, consegnata dalla Regione in data 14 settembre 2020, sia già al vaglio degli Uffici comunali competenti. Pur insistendo nelle acque prospicienti Vindicio, gli allevamenti appartengono anche a Gaeta. Pertanto ai predetti comuni spetta dover decidere in tempi utili, nel rispetto di una posizione che ormai dovrebbe accomunare tutti, coinvolgendo ormai, a quanto pare trasversalmente, anche tutte le parti politiche del territorio.

Non sarà il caso di informare la cittadinanza?

Non sarà il caso di rendere noto a tutti quali decisioni si stanno predisponendo?

Quali azioni sono state pensate affinché si possa nei tempi a disposizione intervenire sul tema e avviare congiuntamente al rinnovo delle concessioni l’iter di spostamento degli impianti.

Al di là di alcuni pronunciamenti del Consiglio Comunale di Formia, non ci sembra siano stati fatti ulteriori passi in avanti.

Vorremmo sapere la discussione a che punto è giunta. Vorremmo essere a conoscenza degli atti amministrativi che si sono predisposti o che si stanno predisponendo.

Temi di carattere ambientale come questi che segnano il destino della nostra città e del nostro comprensorio necessiterebbero di decisioni chiare ed anche partecipate.  La partecipazione è invece sempre più una pratica politica solo declamata ma mai praticata e la cittadinanza e le associazioni dei territori sono esclusi.

Sarebbe auspicabile un tavolo di confronto politico- amministrativo aperto alle forze sociali e politiche del territorio.

Art Uno si fa promotore di un Comitato Area sensibile e delocalizzazione Impianti del Golfo di Gaeta, con una iniziativa aperta a chiunque voglia su questo tema dare un contributo e rafforzare la proposta di realizzare lo spostamento offshore degli impianti d pescicoltura e dare compiutezza all’area sensibile (Formia, Gaeta, Minturno)

Il 31 dicembre scadono molte concessioni.

Le nuove norme rendono protagoniste le amministrazioni comunali.

Formia alzi la voce e coinvolga i comuni del Golfo interessati.

Ovviamente la competenza regionale e la responsabilità dell’Ente rimangono – e sotto questo punto di vista lo sollecitiamo – in merito alla realizzazione dell’Area sensibile che coinvolge tutto il Golfo e che è stata istituita – lo ripetiamo – con una delibera regionale   che non può essere ignorata.

I Comuni oggi più direttamente coinvolti dalle nuove norme non potranno quindi prescindere – a nostro giudizio – da quanto stabilito dalla Regione Lazio”.

 

 

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