Fondi, lanciato il toto-giunta: attesa per i nomi, probabilmente, nel primo consiglio

La prima assise civica dovrebbe riunirsi entro il 26 ottobre. Maschietto alle prese con il puzzle delle deleghe: nodo “quote rosa”

Fondi, lanciato il toto-giunta: attesa per i nomi, probabilmente, nel primo consiglio

Proclamato il sindaco, ormai gli occhi – ma ancor più le orecchie – della politica locale, sono tutti rivolti al toto-giunta.

Intanto perché il tempo scorre e tutti vogliono arrivare al primo consiglio comunale con le idee ben chiare, con la giunta composta e ancor più con le deleghe assegnate. Ma non tutto sembra così chiaro e semplice. In realtà è la prassi che tocca tutte le amministrazioni all’indomani di una vittoria, e che ovviamente si amplifica se tale successo è arrivato al ballottaggio, con cifre non risicate ma neppure oceaniche, perché vuol dire che bisogna tenere fede ai patti e cercare di accontentare tutti, nel limite del possibile.

La proclamazione del sindaco Maschietto

In palio parecchie sedie che scottano e allo stesso tempo ambite: da quella del presidente del consiglio comunale, passando per tutte quelle dei membri della giunta, arrivando ovviamente a quella da vice sindaco.

Certo, per chi non sarà possibile accontentare politicamente in una prima fase, ci sono sempre le presidenze di commissioni, ma il primo giro, è ovviamente quello che fa più gola.

Gli scranni in palio sono al massimo 9, quello di chi presiede il consiglio comunale e quelli della Giunta che può essere composta al massimo per 8 membri (l’ultima vedeva sette assessori).

Al primo eletto, con oltre 1.300 voti Vincenzo Carnevale potrebbe essere lasciata libertà di scelta. La prassi nell’attuale maggioranza, è quasi sempre stata che al più votato venisse lasciata una sorta di “carta bianca”. Opzione di cui lo stesso Carnevale non approfittò cinque anni addietro quando preferì l’incarico di capogruppo di Forza Italia. Le cose dovrebbero andare diversamente questa volta, dove il suo nome era tra i più chiacchierati anche prima del voto, sia per il ruolo di presidente del consiglio comunale sia per quello di vice sindaco con un “super assessorato” simile a quello di Maschietto nell’ultimo mandato accorpando Cultura, Turismo e forse anche qualche altra delega, o in cambio, proprio il ruolo di vice sindaco.

Un altro che teoricamente dovrebbe sicuramente entrare in giunta, probabilmente con lo stesso ruolo avuto negli ultimi tre anni, è Claudio Spagnardi; a lui dovrebbe toccare ancora il ruolo delicato di responsabile dell’Urbanistica. Come anche si fa il nome insistente al Bilancio di un altro esponente di Forza Italia – in questo caso donna – Stefania Stravato, che potrebbe godere di un avvicendamento tra quote rosa alle casse comunali.

Il problema di “genere”, è sicuramente uno dei nodi da sciogliere per il neo sindaco Beniamino Maschietto e per l’intera maggioranza. Se da una parte, infatti, c’è la volontà di accontentare il più possibile le varie forze politiche e le liste in campo, dall’altro c’è quello di rispettare le “quote” minime per genere. Ogni genere, infatti – che siano uomini o donne – deve trovare spazio in Giunta con almeno tre nomi. Nel caso specifico in numero minoritario dovrebbero essere le donne. I nomi più chiacchierati, oltre a quello della Stravato, c’è quello di due “uscenti” Roberta Muccitelli che – qualora dovesse rientrare nell’esecutivo – potrebbe riprendere la delega all’Ambiente e Daniela De Bonis che aveva proprio la responsabilità del Bilancio. Ma non è escluso che la De Bonis lasci spazio ad un uomo della sua lista, aprendo di fatto la partita sulle donne.

Un assessorato poi, dovrebbe toccare alla Democrazia Cristiana e uno alla lista dell’attuale sindaco Litorale e Sviluppo Fondano. Entrambe reclamano il posto per un uomo, di fatto “bloccando” coloro che hanno più peso politico ed elettorale. In questi due casi, potrebbe entrare in Giunta per i democristiani o il primo dei non eletti Tonino Ciccarelli – che in molti già da tempo davano come possibile assessore ai Lavori Pubblici – o Fabio Iannone ad onore della prova elettorale. Per quanto riguarda la lista di Litorale e Sviluppo, potrebbe ritornare nell’esecutivo Giulio Cesare Di Manno, ma non è da escludere che avendo già il sindaco, alla fine gli stessi possano fare un passo indietro per risolvere possibili impasse. Non dovrebbero toccare posti a Noi per Fondi (che si è vista comunque assegnare un seggio in consiglio comunale che va ad Arcangelo Peppe), né alla Lega, la quale però, seppur fuori dal consiglio, potrebbe cercare di richiedere un posto anche per via di una campagna elettorale spinta sul territorio, dalla presenza della filiera di partito fino al comizio di Salvini.

Alla finestra, alcuni nomi nuovi dell’Amministrazione cittadina come Mariano Di Vito espressione del mondo ortofrutticolo, Cristian Peppe tra i più giovani eletti e Maria Palma Di Trocchio, quest’ultima già in consiglio comunale negli ultimi cinque anni e regina delle preferenze in zona San Magno.

Da definire la questione con Fratelli d’Italia. Nessun apparentamento tra il primo e il secondo turno ha ufficializzato l’accordo, ma Maschietto pare abbia ringraziato pubblicamente il sostegno del partito della Meloni dopo l’elezione e in molti vedrebbero l’ex candidato sindaco di Fratelli d’Italia Giulio Mastrobattista pronto ad entrare nell’Amministrazione comunale o con un ruolo di Giunta o con quello di presidente del consiglio comunale. Ma in questo caso si tratta quasi di fanta politica in attesa di eventuali conferme.

Per avere i nomi, le deleghe e la definizione della faccenda politica si deve attendere sicuramente il primo consiglio comunale che si deve tenere entro 20 giorni dalla proclamazione del sindaco e dunque entro lunedì 26 ottobre. Dopo la campagna elettorale probabilmente più lunga che Fondi abbia mai conosciuto manca davvero poco per sapere come andranno a posto i tasselli del puzzle.

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