Covid-19, l’analisi dei dati di Ermete Labbadia: “La situazione non è uguale a marzo”

Covid-19, l’analisi dei dati di Ermete Labbadia: “La situazione non è uguale a marzo”

“I nuovi positivi accertati in Italia nella giornata del 9 ottobre sono 5372. Quindi la situazione è tornata come quella di fine marzo, come più di qualche tg e trasmissione televisiva hanno evidenziato?”.

No. Perché a marzo i dati erano molto sottovalutati: venivano testate in maggioranza persone sintomatiche. Se ci fosse stata la stessa possibilità di testare di adesso probabilmente avremmo avuto in alcuni giorni di marzo numeri di nuovi positivi 10 o forse anche 20 volte superiori a quelli comunicati”.

Torna ad accompagnarci nella lettura dei dati della diffusione del covid-19 Ermete Labbadia, laureato da anni in economia e commercio ma appassionato e con una tesi in statistica.

“Il dato che ci aiuterebbe a comprendere meglio la situazione è quello dell’andamento dei “nuovi positivi ricoverati giornalieri”, dato che purtroppo non compare nelle comunicazioni ufficiali che vengono fornite giornalmente in Italia.

E allora come abbiamo fatto nei mesi scorsi cerchiamo di guardare altri dati.

Più di qualche volta abbiamo cercato di ovviare alla mancanza del dato dei nuovi positivi ricoverati guardando l’andamento del numero di chiamate al 118 in Lombardia per motivi respiratori e/o infettivi.

Per fortuna il numero di chiamate giornaliero risulta costantemente sotto 400, ben lontano dalle punte di 1400 ed oltre che si sono registrate nei giorni critici di marzo. La tendenza ora è quella di un lieve peggioramento ma con dati molto simili a quelli registratisi nel periodo dal 15 maggio al 15 giugno.

Se guardassimo questo dato lombardo potremmo guardare con ottimismo l’immediato futuro.

Ma è vero anche che da qualche tempo la Lombardia non è più la “pecora nera”. Questa regione ha già pagato un prezzo altissimo ed ora è la situazione in molte altre regioni che sembra destare preoccupazione.

La colonna 1 della tabella ci mostra il numero di nuovi casi positivi accertati il 9 ottobre; la colonna 2 ci mostra il rapporto tra nuovi positivi e persone mai testate prima.

A livello scientifico è opinione consolidata che i Paesi che hanno meglio contenuto la diffusione del virus sono stati quelli capaci di mantenere il rapporto tra nuovi positivi e persone mai testate prima al di sotto del 3%, valore che in Italia abbiamo superato il 25 settembre, mentre dal 3 ottobre siamo stabilmente sopra al 4%.

Purtroppo vediamo dalla tabella che quasi tutte le regioni italiane sono state abbondantemente sopra il 3% nella giornata del 9 ottobre.

E’ vero anche che bisogna fare un discorso anche “qualitativo” sui contagiati e quindi il dato dei ricoverati è ancora una volta quello che sembra più utile per comprendere l’evoluzione della pandemia.

I dati che vengono comunicati ufficialmente non sono quelli dei “nuovi positivi ricoverati” ma dei “contemporaneamente ricoverati” quindi non ci fanno comprendere a pieno il flusso in entrata e in uscita nei nostri ospedali.

Vediamo dalla colonna 3 della nostra tabella che tra le grandi regioni è il Piemonte che nell’ultima settimana ha avuto un’impennata maggiore con un incremento superiore al 50% (58,99%).

Teniamo d’occhio nei prossimi giorni quindi i dati in colonna 2 e colonna 3. Per ogni regione un numero di casi positivi su persone mai testate superiore al 5% unito ad un incremento settimanale di “ricoverati contemporaneamente” superiore nei prossimi giorni con costanza al 30 /40% potrebbe farci capire che la situazione stia peggiorando e che quindi sarebbero auspicabili misure più restrittive.

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