Fondi per l’emergenza-covid a Gaeta: il Partito Comunista chiede chiarimenti

Il PC interpella l’assessore Maltempo sui numeri delle iniziative di sostegno per l’emergenza Covid

Fondi per l’emergenza-covid a Gaeta: il Partito Comunista chiede chiarimenti

Ad aprile 2020, in piena emergenza Covid, il comune di Gaeta ha stanziato la cifra ragguardevole di 606 mila Euro per le famiglie in condizioni di disagio socio economico.

Il contributo poteva essere ripartito tra varie voci tra le quali buoni spesa, acquisto di medicinali, assistenza scolastica per bambini in condizioni particolari, assistenza educativa, ausili didattici, assistenza alle famiglie con malati oncologici o neurologici.

Come Partito Comunista – si legge nella nota diffusa nella giornata di ieri, lunedì 5 ottobre – analizzammo subito il provvedimento non contestandone la natura ma ponendo diverse domande ed avanzando proposte migliorative.

Nello specifico chiedemmo che la misura venisse prorogata anche oltre la fase più acuta dell’emergenza, rendendola permanente almeno per le categorie più deboli, alla luce del quadro sociale cittadino già assai complesso e delle indubbie ricadute future della crisi. In secondo luogo chiedemmo che la cifra erogata venisse rimodulata al fine di comprendere un contributo specifico per i lavoratori rimasti senza occupazione a seguito della crisi.

Infine notammo come i requisiti per accedere ai sussidi si riferissero all’ISEE 2020, che come è noto è relativo alla condizione patrimoniale dell’anno precedente, quindi del tutto avulsi per paradosso proprio dagli effetti del COVID.  La questione non è di poco conto visto che le famiglie con un ISEE anche solo leggermente superiore al limite di 5000 euro indicato, quindi già in difficoltà, una volta colpite ancor più duramente proprio dagli effetti della crisi che si intendeva contrastare non avrebbero beneficiato degli aiuti. Ci è sorto quindi da subito il dubbio che tali criteri, sommati al tetto massimo stabilito per gli aiuti destinati alle singole famiglie, potessero limitare in modo eccessivo e alquanto sospetto l’accesso effettivo a tali misure.

Abbiamo temuto quindi che il provvedimento si rivelasse l’ennesimo specchietto per le allodole, l’ennesima bomba mediatica, l’ennesima mossa propagandistica priva di ricadute apprezzabili nella realtà.

Lucia Maltempo

Ad implementare i nostri dubbi è il fatto che a distanza di ben 5 mesi non ci risulta alcun bilancio pubblico e accessibile, anche se parziale, relativo alle cifre erogate e a quanti nuclei familiari ne abbiano effettivamente beneficiato, per quali interventi e relativi periodi di tempo. Il fatto ci sembra quantomeno sospetto, ben oltre l’ormai nota scarsa trasparenza dell’attuale Amministrazione, la quale avrebbe avuto in teoria tutto l’interesse a divulgare i dati elencati.

Ci sembra surreale che tali cifre non siano note e tantomeno oggetto di dibattito politico. Questo è occupato attualmente dalle luminarie natalizie, deliberate dal voto quasi unanime del Consiglio comunale, con gli ingenti costi che comportano e come se le problematiche sociali delle famiglie in difficoltà si fossero di colpo miracolosamente dileguate liberando importanti risorse per altro.

Ciò rende evidente ancora una volta come le istanze delle classi popolari e dei lavoratori, più duramente colpiti dalla crisi, non trovino attualmente alcuna rappresentanza nelle aule del Consiglio. Il Partito Comunista interpella pubblicamente l’Assessore alle politiche del Welfare Lucia Maltempo, chiedendo di rendere subito pubblici i dati richiesti, non escludendo di intraprendere una richiesta formale di accesso agli atti qualora ciò non avvenisse in tempi ragionevoli”.

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