Elezioni a Terracina, l’analisi del voto in vista del secondo turno

A Terracina il ballottaggio è quasi sempre una certezza, ma il computo dei voti aiuta a capire come si muove l’elettorato

Elezioni a Terracina, l’analisi del voto in vista del secondo turno

Era dato per assodato quasi da tutti e le frizioni nella maggioranza uscente e più in generale nel centrodestra, hanno allargato i solchi e le differenze ma non gli elettorati.

Quindi pronti e via ed è subito ballottaggio. A differenza della vicina Fondi, dove è stata una lotta all’ultimo voto, a Terracina dopo poche ore dall’inizio dello spoglio si era compreso che si sarebbe proceduto al secondo turno.

La vice sindaco facente funzioni Roberta Tintari, pur andando lievemente meglio delle sue liste, non è riuscita ad avvicinarsi in modo incisivo alla soglia del 50%+1 necessaria per evitare il secondo turno. Al termine dello spoglio, infatti, l’esponente di Fratelli d’Italia, Cambiamo e delle liste civiche si è fermata a 10.050 voti, pari al 43,76%. Un dato, migliore di quello che ottenne al primo turno del giugno 2016 il suo predecessore oggi eurodeputato Nicola Procaccini, che si fermò al 36,56% degli aventi diritto (9.281).

All’epoca la sfida elettorale vedeva contrapposto al primo cittadino uscente ad un altro candidato di centrodestra e la situazione non è molto diversa da quella attuale. Tra poco meno di due settimane, infatti, la Tintari dovrà vedersela con Valentino Giuliani, espressione di Lega, Forza Italia e una Civica, che al primo turno ha raccolto 7.777 voti pari al 33,86%.

A loro due, il compito di giocarsi la partita del ballottaggio che vale la fascia tricolore e la carica di sindaco.              

Fuori dai giochi Armando Cittarelli di Pd, che ha raccolto solo il 1.608 pari al 7% dei voti. Più in basso con 1.488 voti e il 6,48% il civico Gianfranco Sciscione. Al netto di eventuali possibili – ma forse improbabili apparentamenti – questi due potrebbero trovare posto in consiglio comunale.

Fuori dai giochi della massima assise civica, con molta probabilità Piero Vanni (M5S) e Gabriele Subiaco (Europa Verde), entrambi attorno alle mille preferenze e al di sotto del 4,5%.

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