Nuovo stop al mega parco fotovoltaico a Casalazzara

Nuovo stop al mega parco fotovoltaico a Casalazzara

Stop alla centrale elettrica che la società romana STN1 srl vuole realizzare ad Aprilia.

Il progetto, a cui ha dato l’ok la Regione Lazio al termine della conferenza dei servizi, il 31 luglio dello scorso anno, è contestato dal Comune, che è riuscito ora a congelarlo grazie a un’ordinanza del Consiglio di Stato.

Dopo il via libera regionale, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha presentato un atto di opposizione all’autorizzazione regionale e avviato un procedimento.

Un provvedimento che era stato sospeso dal Tar del Lazio, accogliendo la richiesta in tal senso avanzata dalla STN1, che vuole realizzare il parco fotovoltaico da 40 Mwp di potenza su un terreno agricolo di 60 ettari a Casalazzara, in località Scalette, per alimentare la linea elettrica dei vicini Comuni di Ardea e Pomezia.

Una decisione che era stata presa ritenendo che la Presidenza del Consiglio dei Ministri sia intervenuta trascorsi i termini previsti per l’opposizione.

Il Comune di Aprilia, contrario a quella che considera l’ennesima servitù su un terreno che il piano paesaggistico regionale inquadra come paesaggio agrario di rilevante valore, non si è dato per vinto ed è riuscito a bloccare al Consiglio di Stato l’ordinanza del Tar, nell’attesa che lo stesso Tribunale amministrativo, il prossimo 26 gennaio, si pronunci nel merito e decida se annullare il provvedimento di Palazzo Chigi che stoppa la centrale.

Palazzo Spada ha specificato di aver congelato l’ordinanza appellata tenendo conto del complessivo bilanciamento dei contrapposti interessi, della complessità della questione, del fatto che la decisione di merito è prossima, e che al momento è necessario da un lato tutelare appieno l’interesse pubblico alla preservazione dell’ambiente e dall’altro “mantenere integro ed utilmente spendibile il potere degli Organi centrali dello Stato di esprimere le proprie valutazioni, connotate, peraltro, da un tasso particolarmente intenso di discrezionalità“, oltre al fatto che, “nel caso di eventuale esito del giudizio in senso favorevole alla società, resta salva la tutela per equivalente monetario”.

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