Sindaco Villa “CHIATTONA”: il body shaming dell’ex consigliere comunale

Paola Villa, sindaco di Formia, additata via social come “chiattona”. Scritto a caratteri cubitali, oltretutto. Un deprecabile quanto gretto esempio di body shaming firmato Erasmo Merenna, ex consigliere comunale di Forza Italia. 

“Ho letto il post dalla CHIATTONA pubblicato questa mattina mi sembrava scritta da mio figlio che frequenta la Quarta elementare . Volevo risponderle che invece Di rilasciare dichiarazione di sviolinate e leccate di c. Pensasse a dichiarare la verità su ciò che sta accadendo senza fare allarmismi e Poi si andasse a dimettere non avendo più una maggioranza che la rappresenta visto che quel grosso deretano che ha sembra non scollarsi più dalla poltrona .”. Questo il contenuto di un post comparso sulla pagina Facebook di Merenna, sintassi ‘allegra’ compresa. Un intervento che ha abbassato ancor di più, se possibile, il livello della politica cittadina. Ormai, sempre più spesso, preda di offese e comportamenti censurabili, il tutto riverberato dai social.


Il sindaco di Formia, Paola Villa

“Non è la prima volta che accade”, il commento del consigliere d’opposizione del Partito Democratico Claudio Marciano, che pone l’accento su un linguaggio politico che ormai si sta assuefacendo a “queste forme di violenza”, che “ormai non fanno neanche più notizia”. “Si confonde il piano della critica politica con quello dell’odio e del disprezzo. Il corpo delle donne – continua Marciano – è spesso il campo privilegiato di questo squallido esercizio di idiozia. E l’assenza di una sensibilità sulle politiche di genere da parte dell’attuale maggioranza non aiuta. C’è però anche da guardare al lato più buio di questa vicenda, che non è l’insulto in pubblico, ma quello proferito in privato. Non solo nel chiuso di una conversazione a due, ma anche nel contesto semi pubblico di chat e riunioni. Verrebbe da dire: chi è innocente scagli la prima pietra. Quello di cui abbiamo bisogno, e sono certo che Paola condivide, non è di solidarietà pelosa, ma di franchezza, che possibilmente ci porti a correggere le nostre pulsioni più indecenti, e faccia essere più umani”.

Tra i numerosi attestati di solidarietà giunti a Villa a margine delle offese di Merenna, anche quelli del sindaco di Spigno Saturnia Salvatore Vento e del sindaco di Sabaudia Giada Gervasi. Con quest’ultima che peraltro ha vissuto e vive il body shaming sulla propria pelle: “Va bene la contrapposizione politica, la libertà di espressione e il dissenso, ma offendere per l’aspetto fisico equivale offendere la dignità delle donne. Parliamo tanto di violenza sulle donne, anche la politica dedica ampi dibattiti sul tema, ma poi non si riesce a comprendere che mai potrà avvenire un cambio di passo se non eliminiamo dai nostri atteggiamenti quotidiani stereotipi e violenza verbale. Anche io durante la campagna elettorale ho subito simili attacchi personali e ancora oggi ne subisco. Ricordo a tutti che la politica e in generale il confronto tra esseri umani, verte sugli argomenti e non su insulti e offese”.

Merenna e Katia Bidognetti

L’ex consigliere Merenna, da par suo, nell’occasione ha involontariamente trovato il modo di far parlare di nuovo di sé l’informazione locale. Che in passato si era occupata di lui per questioni che con la politica avevano ancor meno a che fare del post ‘incriminato’, a partire dalla condanna per usura insieme al padre, nel frattempo divenuta definitiva. Senza contare la discussa foto in cui nel 2013 veniva immortalato abbracciato a Katia Bidognetti, figlia del boss del clan dei Casalesi Francesco, poi condannata per estorsione. Almeno, l’ultima volta che Merenna era giunto agli onori delle cronache per qualcosa di davvero attinente alla politica: dopo essere stato escluso dalle liste in corsa alle ultime elezioni amministrative, tappezzò la città di manifesti in cui chiedeva giustizia.