Dirty Glass, i principali indagati restano in silenzio davanti al gip

Dirty Glass, i principali indagati restano in silenzio davanti al gip

Finiti in un’indagine dell’Antimafia di Roma su un lungo elenco di affari sporchi che sarebbero stati fatti tra Latina e la Capitale, i principali indagati nell’inchiesta denominata “Dirty Glass” sono rimasti in silenzio nel corso dell’interrogatorio per rogatoria a cui li ha sottoposti il gip del Tribunale di Velletri, Gisberto Muscolo.

Ad avvalersi della facoltà di non rispondere è stato l’imprenditore di Sonnino, Luciano Iannotta, presidente del Terracina Calcio e fino al giorno in cui la squadra mobile lo ha messo in carcere anche della Confartigianato di Latina, ritenuto al vertice di un sistema fatto di reati fiscali, tributari, fallimentari, estorsioni aggravate dal metodo mafioso, intestazioni fittizie di beni, falso, corruzione, riciclaggio, accessi abusivo a sistemi informatici, rivelazioni di segreto d’ufficio, favoreggiamento reale, turbativa d’asta, sequestro di persona e detenzione e porto di armi da fuoco, con al suo servizio investigatori infedeli e pure uomini dei servizi segreti.

E muti pure l’imprenditore Luigi De Gregoris e l’ex collaboratore di Iannotta, Natan Altomare, a lungo particolarmente attivo come manager della sanità e con eccellenti rapporti con la politica locale di Latina, sia con esponenti del centrodestra che con big del centrosinista.

I tre, difesi dagli avvocati Silvia Siciliano, Ugo Cardosi e Pasquale Cardillo Cupo al momento hanno scelto di non rispondere alle domande del giudice e solo Altomare ha rilasciato delle dichiarazioni spontanee dichiarandosi estraneo alle accuse a lui mosse.

La prossima settimana saranno interrogati gli indagati messi agli arresti domiciliari: il colonnello dei Carabinieri Alessandro Sessa, ex comandante della compagnia di Latina e già coinvolto nel caso Consip, il luogotenente dell’Arma Michele Carfora Lettieri, ex comandante della stazione di Sezze, passato poi a Priverno, a Terracina e infine in servizio a Roma, l’imprenditore Franco Cifra, di Latina, i campani Antonio e Gennaro Festa, Thomas Iannotta, figlio di Luciano, e il campano Pio Taiani.

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