Elezioni a Fondi: sullo sfondo la lotta Fazzone-Cusani

Elezioni a Fondi: sullo sfondo la lotta Fazzone-Cusani

Da una parte oltre 25 anni consecutivi di gestione ‘in carrozza’ del potere amministrativo, in varie occasioni anche con consensi schiaccianti; dall’altra chi cerca più o meno convintamente di mettervi fine e prendere le redini della cosa pubblica. Si potrebbe riassumere anche così, la corsa elettorale che dalle urne, ormai prossime, vedrà uscire il nuovo sindaco di Fondi. Una battaglia all’ultimo voto che vede sullo sfondo anche la lotta, non certo secondaria, tra due ex sodali (e amici): il senatore e coordinatore regionale di Forza Italia Claudio Fazzone, ed Armando Cusani, sindaco della vicina Sperlonga, ex presidente della Provincia di Latina ed ex azzurro. Ognuno a suo modo, potentati pronti a guerreggiare fino in fondo, sebbene rimanendo – formalmente – dietro le linee.

Dell’autorità di Fazzone, vero e proprio plenipotenziario in particolare a livello locale, nel tempo si è detto e scritto un po’ di tutto. E di recente pure l’aspirante sindaco della coalizione di riferimento, Beniamino Maschietto, non ha mancato di palesare il suo potere. Pubblicamente, spiegando nel corso del comizio per la venuta del segretario della Lega Matteo Salvini come da oltre un quarto di secolo fosse il vero coordinatore dell’azione politico-amministrativa fondana, pur non ricoprendo sulla carta alcun ruolo in loco: “Rappresentiamo insieme una città che da sempre, da 26 anni, ha avuto un’unica regia, un’unica guida, che è Claudio Fazzone. Mai abbiamo disconosciuto la sua regia, la sua guida”. Parole ferme e in un certo senso ambigue.

A molti, sentendole, è parso come certificare che le amministrazioni succedutesi nel corso di ben sei mandati non abbiano contato nulla, o abbiano contato solo relativamente. Come se primi cittadini, assessori e consiglieri comunali fossero transitati a Palazzo senza avere realmente voce in capitolo in merito alle scelte politiche nella Piana. Solo un’uscita equivoca, per Maschietto, oppure una conferma di un potere ‘altro’? Chissà. Comunque sia, quella di Fazzone è senza dubbio un’egemonia – di fatto, o solo di metodo ed approccio – a cui le coalizioni concorrenti alla tornata elettorale dietro l’angolo sognano di mettere fine.

Tra i contendenti più agguerriti dell’alleanza d’espressione fazzoniana che spinge per Maschietto sindaco, c’è il gruppo capitanato da Luigi Parisella. Già primo cittadino per due volte proprio nelle file della coalizione capeggiata da Forza Italia e targata Fazzone (finendo il secondo mandato in maniera traumatica, con l”autoliquidazione’ che anticipò il possibile scioglimento da parte del Governo per infiltrazioni mafiose nella macchina amministrativa). Un affiatato sodale di vecchia data, Parisella, nel tempo entrato in rotta di collisione col senatore e i suoi seguaci. Proprio come Cusani, che dalle retrovie sta appoggiando la sua nuova corsa alla fascia tricolore.

Dell’endorsement del sindaco di Sperlonga a Parisella gli addetti ai lavori – e ai livori – erano a conoscenza da diversi mesi. Man mano, malgrado non sia mai emerso in maniera eclatante né ufficiale, tra incontri, abboccamenti vari e telefonate è diventato sempre più palese. Fino ad arrivare a qualche giorno addietro, quando l’appoggio cusaniano è stato ulteriormente esternato via social: l’aspirante consigliere comunale Antonio Di Mugno (della civica La Mia Fondi), ha postato su Facebook una foto in cui è in compagnia proprio di Cusani e Parisella. La prima immagine pubblica dei vertici del sodalizio anti-fazzoniano costituito dai fedelissimi che furono. Solo l’ultimo indizio in ordine di tempo del patto; indizio questa volta manifesto, voluto.

Certo, un modo per sostenere un amico rimasto tale negli anni, qual è Parisella. Ma finalizzato anche, c’è da giurarci, a tentare di tendere uno sgambetto al vecchio compagno Fazzone. Un tentato sgambetto proprio sul suo territorio, oltretutto. A testimonianza di una passione, pure qui, sfiorita da un pezzo. Per un rendez-vous elettorale che, vedendo alcuni dei contendenti in campo e sullo sfondo, assomiglia al festival dei cuori infranti. Parafrasando una vecchia canzone d’amore: “Insieme a te non ci sto più, guardo le urne da quaggiù”.

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