Botte, insulti e minacce ai genitori: arriva la condanna

Botte, insulti e minacce ai genitori: arriva la condanna

Per i suoi genitori sarebbe diventato un incubo. Minacce, botte, insulti.

Dopo mesi e mesi di calvario, i familiari di un 28enne di Aprilia hanno chiesto aiuto e tre anni fa, all’inizio di settembre, i carabinieri hanno arrestato Valerio Crescenzi.

Indagando, i militari dell’Arma si erano convinti che il ragazzo fosse responsabile del reato di maltrattamenti, per aver “aver quotidianamente vessato con insulti, minacce e, in alcune occasioni, anche percosse, i suoi genitori”.

Su ordine del gip, nel 2017 Crescenzi è quindi finito in carcere e il giovane, ora 28enne, è stato condannato dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Pierpaolo Bortone: tre anni e undici mesi di reclusione.

Una sentenza emessa al termine di un processo con rito abbreviato, che consente lo sconto di un terzo della pena e viene celebrato allo stato degli atti. E dunque in base alle indagini svolte tre anni fa dai carabinieri.

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