Con un carico di droga violando il lockdown: due giovani di Formia assolti

Con un carico di droga violando il lockdown: due giovani di Formia assolti

Sono stati assolti dall’accusa di spaccio di stupefacenti, i due giovani residenti a Formia arrestati in pieno lockdown da Covid-19 perché fermati a Gaeta con un carico di droga. Si tratta del 23enne formiano S.T., difeso dall’avvocato Pasquale di Gabriele, e dell’amico D.D., 24enne d’origine albanese, difeso dall’avvocato Claudia Magliuzzi.

I ragazzi, entrambi gravati da precedenti di polizia, lo scorso 6 aprile erano stati fermati dagli agenti della Municipale mentre transitavano in auto a Sant’Agostino. Dimostrarono un nervosismo che sembrava ingiustificato, tanto da portare gli operanti, insospettiti dal loro atteggiamento, a far convergere sul posto anche i carabinieri della Tenenza gaetana, che misero in atto una perquisizione personale e, dunque, veicolare.

Proprio dagli accertamenti sull’auto, emerse che il 23enne e il 24enne non solo erano in giro violando le prescrizioni legate all’emergenza sanitaria in corso in quei giorni, ma che avevano anche una notevole quantità di hashish. Nel cofano motore dell’autovettura su cui erano in marcia spuntarono infatti circa 173 grammi di hashish, avvolti in una busta di plastica e suddivisi in due panetti. Droga da cui in astratto potevano essere ricavabili ben 1900 singole dosi medie, secondo gli accertamenti in sede processuale, e che appariva destinata ad essere immessa sul mercato del Golfo.

Alla fine, comparsi davanti al giudice del Tribunale di Cassino Salvatore Scalera, come anticipato per i giovani è arrivata una sentenza di assoluzione dall’accusa di spaccio. Stando agli esiti del processo a loro carico, tutto quel ‘fumo’ era per uso personale, in qualità di semplici assuntori. Una sorta di scorta per affrontare meglio i ‘rigori’ del lockdown, insomma.

In sostanza, anche tramite la produzione di documenti afferenti la capacità reddituale del 23enne e del 24enne, i difensori hanno dimostrato che, al di là del corposo dato ponderale, gli arrestati non erano pusher. Il pubblico ministero Roberto Bulgarini aveva invece chiesto per ognuno dei due una condanna pari a 6 mesi, oltre a una multa di 1050 euro.

 

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