Recuperato il motoscafo andato a fuoco al porto e poi affondato

Recuperato il motoscafo andato a fuoco al porto e poi affondato

Recuperato il motoscafo andato a fuoco a fine agosto dopo aver fatto rifornimento al porto di Ponza, dopo un’esplosione che miracolosamente non ha fatto vittime e affondato dopo essere stato rimorchiato e trasportato in rada.

Non c’è più così alcun rischio inquinamento.

In prima linea nel recupero Ottavio Franceschinis, 56 anni, di Udine, da oltre 25 anni impegnato in tutto il Mediterraneo in bonifiche e recuperi sottomarini.

Ha lavorato a Beirut, in Libano, per bonificare lo specchio acqueo circostante la centrale idroelettrica nel 2006, bombardata dagli israeliani.

A largo della Puglia ha lavorato alla bonifica della nave Captain One, di 115 metri, compiuta a 30 metri di profondità, ed è intervenuto a largo delle coste siciliane sulla nave Tetis dell’istituto Oceanografico, a 50 metri.

Nelle coste laziali ha operato al largo di Formia, recuperando il motopeschereccio Rosinella, adagiato su un fondale di 80 metri e consentendo così una degna sepoltura al capitano deceduto nell’incidente.

Da qualche anno Franceschinis in estate è a Ponza e ha così recuperato il motoscafo andato in fiamme alla banchina Nuova, davanti al porto, e finito a una profondità di 25 metri, su un fondale sabbioso, da cui ha tolto ogni oggetto facente parte dello scafo incendiato.

La barca semidistrutta è stata portata, utilizzando un camion per trasporti eccezionali, in cantiere a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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