Peculato in Comune, confermata la sospensione del funzionario

Peculato in Comune, confermata la sospensione del funzionario

Confermata dalla Corte di Cassazione la misura della sospensione per un anno dall’esercizio di pubblico ufficio applicata ad Antonio Vigilante, 62 anni, funzionario del Comune di Fondi, impegnato nel servizio deografico e agente contabile, accusato di peculato continuato e di simulazione di reato.

Secondo gli inquirenti, il 62enne si sarebbe appropriato di 84.508 euro, relativi alle somme incassate per le carte d’identità e non versate alla tesoreria comunale, e avrebbe poi, il 10 maggio dell’anno scorso, presentato una falsa denuncia, sostenendo di essersi accordo di un ammanco di quasi 87mila euro opera di ignoti.

Il funzionario, messo ai domiciliari dal gip del Tribunale di Latina, ha ottenuto poi la libertà il 23 dicembre scorso dal Riesame, che gli ha applicato solo la sospensione dal servizio.

Una misura confermata ora dalla Cassazione, che ha respinto il ricorso dell’indagato.

A convincere la Suprema Corte il quadro tracciato dai giudici del Tribunale del Riesame, i quali hanno precisato che vi era a Fondi un controllo giornaliero del denaro riscosso compiuto da un altro dipendente e un controllo settimanale di Vigilante, che gli 84.508 euro sarebbero stati incassati tra giugno e novembre del 2018, in un periodo in cui l’altro dipendente aveva cessato di compiere il controllo giornaliero del denaro ed era stato sostituito da un collega, che nulla era cambiato quanto al controllo periodico dell’indagato, che il denaro era custodito in una cassaforte all’interno di un armadio posto nella stanza di Vigilante e sotto la sua vigilanza, che una copia delle chiavi dell’armadio era in possesso del funzionario e un’altra “a disposizione degli altri dipendenti”, che il 62enne si era occupato da aprile 2018 del versamento in banca del denaro depositato, che Vigilante aveva omesso di presentare il rendiconto relativo al denaro non solo entro il termine previsto del 30 gennaio, ma anche successivamente, nonostante i solleciti orali e scritti della dirigente Tommasina Biondino, che solo il 10 maggio 2019 aveva presentato una denuncia relativa agli ammanchi di denaro, e che solo nell’interrogatorio di garanzia aveva riferito di non aver guardato “gli incassi giornalieri” perché “oberato di lavoro”.

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