“Formia non può più morire di traffico”, l’affondo del Comitato

“Formia non può più morire di traffico”, l’affondo del Comitato

“Basta, Formia non può più morire di traffico, d’inerzia e di crisi economica”. Così inizia la lunga nota del Comitato permanente per l’Incolumità
Stradale degli Abitanti di Formia indirizzata al Prefetto Falco ma anche a numerosi esponenti politici sia a livello locale che provinciale e nazionale. E poi ancora all’Astra, al presidenti della Provincia Medici e al responsabile del coordinamento territoriale Anas-Tirrenica Lazio. Leggiamo e pubblichiamo la nota:

“Come una sorta di deflagranti petardi, nell’assordante silenzio e totale indifferenza della politica (salve sparute eccezioni), restiamo sconcertati per lo stato di estrema criticità dei principali viadotti della città di Formia:
uno stato di pericolosa criticità, già certificato dagli studi commissionati dal comune di Formia, che ha trovato ulteriore conferma e rilancio di gravità da parte degli accertamenti effettuati dai Vigili del Fuoco.
Le urgenti misure che sono già state adottate (vedi chiusura del ponte Tallini e restringimento della carreggiata sul viadotto di fronte all’ospedale) hanno già prodotto come conseguenza un ulteriore, insopportabile aggravio di traffico e ingenti danni economici a tutti i settori produttivi e commerciali dell’intero Sud Pontino.
Considerato, ancora, che sul viadotto “zona ospedale” si dovrà a breve:
1) restringere la carreggiata di 3,6 metri,
2) inibire il passaggio ai mezzi pesanti di stazza superiore alle 24 tonnellate
e che presumibilmente, vista la relazione dei vigili del fuoco, altri provvedimenti dovranno essere assunti per il viadotto della “darsena la quercia”, come logica conseguenza di tutto ciò si va di fatto prefigurando una forma di lockdown di transito veicolare che costringerà i formiani a ulteriori, tortuosi percorsi in un traffico sempre più infernale!
Viene, pertanto, da chiedere agli amministratori comunali, provinciali, regionali e nazionali se, per una sorta d’ ineluttabile destino, hanno deciso che Formia deve morire di traffico, d’inerzia e di crisi economica!
In questa sede, però, assolutamente non s’intende contestare la necessità e la qualità dell’adozione dei provvedimenti in corso, ma s’intende con forza richiedere ed esigere tutta una serie di dovute garanzie nell’interesse dei cittadini e delle attività dell’intero comprensorio del Lazio meridionale.
Tanto perché, innanzitutto, mai come in questo momento di enorme difficoltà logistica viaria, Formia non può permettersi il perdurare di una pesante crisi amministrativa aggravata ulteriormente dalle dimissioni dell’assessore ai lavori pubblici…
E per di più, come se già tanto non bastasse di fronte a questa drammatica situazione, non si è alzata una, che sia una, voce politica a tutti i livelli che si sia attivata con gli enti interessati per le necessarie soluzioni tecniche o abbia richiesto nel proprio ambito istituzionale i milionari finanziamenti già da subito necessari, quantomeno, per tamponare l’emergenza!
La litoranea via Unità d’Italia è diventata un’autostrada senza pedaggio?
E’ pensabile che Il traffico nazionale che si riversa su questi viadotti formiani sia un problema che riguarda solo Formia?
Qual è l’attenzione di tutti i sindaci e delle amministrazioni viciniore a tutela degli interessi delle nostre popolazioni?
E dove sono adesso e che stanno facendo i politici regionali e nazionali che ad ogni campagna elettorale ci deliziano con grafici, proclami e solenni giuramenti con l’eterna chimera della Pedemontana?
Basta con questo “campionato mondiale di chiacchiere”, serve ricercare a vista i finanziamenti necessari per procedere con immediatezza e, soprattutto, certezza di tempi per farci uscire da questa nebbia che tetramente oggi prefigura ancora dubbie soluzioni e indefiniti tempi di realizzazione.
Eppure, paradossalmente, se ci fossero illuminati e volenterosi amministratori, questa drammatica emergenza potrebbe essere un’irripetibile occasione per inserirsi nell’ambito dei progetti finanziabili con fondi europei post covid; finanziamenti che, però, richiedono una reale attenzione tecnica e un pragmatico impegno da parte dell’Anas e dell’Astral, costantemente compulsate dalle istituzioni preposte e dall’intera classe politica interessata.

Con le tante risorse potenzialmente disponibili, si potrebbe così risolvere non solo l’attuale emergenza, ma finalmente risarcire con una strada, sia essa definibile ancora come Pedemontana o quant’altro oggi realizzabile, che ormai da troppo tempo l’intera popolazione del comprensorio aspetta quasi come un miracolo!

Comunque, ferma restando la nostra massima disponibilità e spirito di collaborazione con quanti, come noi, hanno realmente a cuore le sorti della salute, dell’incolumità e della sicurezza stradale dei nostri concittadini, preannunciamo che, in mancanza di confortanti e sollecite risposte, questo comitato, sollecitato da una popolazione sempre più esausta e insofferente, andrà a perseguire diverse strade di civile mobilitazione e tensione, non disgiunte da conflittuali azioni legali.
C.I.S.A.F. (Comitato per l’incolumità stradale degli abitanti di Formia): i primi firmatari
Gaetano Merenna già cons. – Gaetano Quercia già assessore alla viabilità”. 

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