Cardillo Cupo attacca il “fallimento delle amministrazioni civiche”

Cardillo Cupo attacca il “fallimento delle amministrazioni civiche”

La riflessione dell’esponente di Fratelli d’Italia è ovviamente rivolta alla sua città a Formia, dove la crisi politica che in questi giorni scuote la maggioranza di Paola Villa sta facendo molto parlare di sé, ma non solo. A quanto pare, però, Cardillo Cupo le accuse non le ha lanciate solo all’Amministrazione di Formia, ma anche a quella di Latina e persino a quella di Aprilia. Stoccate per le città che hanno alla propria guida il civismo.

Il fallimento delle civiche in provincia di Latina. Oggi tocca a Formia, ma è un fallimento determinato da mancanza programmatica e dall’aver assorbito il più becero correntismo dei partiti. 243mila abitanti. Questa è la somma che danno Latina, Aprilia e Formia, una porzione non da poco dell’intera popolazione della provincia di Latina, che conta 574mila residenti. E sono città amministrate da diversi anni da liste civiche, quelle considerate dure e pure, quelle che non collaborano con i partiti o ‘quelli di prima’, che credono di possedere la verità in tasca e avanzano nella vita con i pregiudizi seppure distribuiscono soluzioni che però, purtroppo per il loro modo di amministrare ma anche per noi poveri cittadini, non si concretizzano mai. E oggi dopo i risultati deludenti, la mancate promesse, i soliti stentorei annunci, dopo Latina e Aprilia, anche Formia manifesta disagi all’interno della sua composita formazione. E sì, perché non è soltanto un segnale di una mancata programmazione e di esiti concreti sul territorio frutto dell’azione amministrativa (meglio, una non azione amministrativa), ma l’insuccesso di queste civiche che governano e non amministrano è determinato dal fatto che abbiano assorbito i peggiori elementi di quella politica di cui loro sono fieri paladini. Infatti, queste civiche, nate come antipolitica e non come alternativa alla (buona) politica, ormai posseggono tutti i peggiori mali della peggiore politica dei partiti, cioè divisioni interne, pregiudizi manifesti, miopia progressiva, appuntamenti amministrativi rimandati all’infinito, giustificazioni che fanno acqua da tutte le parti, ma soprattutto un correntismo che sorprende e inorridisce, pronto a dilaniare un movimento o civismo che già è composito di suo per l’accozzaglia inverosimile di pensieri diversi di uomini e donne differenti. Qui non si tratta di demonizzare un gruppo di persone di buona volontà che vuole fare politica, perché se è vero che l’eterogeneità e la molteplicità e multiculturalità sono da sempre un arricchimento è anche purtroppo vero che finora non sono stati prodotti atti veri per dare impulso a un territorio, anzi facendolo ristagnare nell’impasse ancora di più, per via di un individualismo senza sbocchi. Oggi a Formia assistiamo a una tristissima pantomima tra il sindaco Villa e le civiche che hanno appoggiato la sua figura, ma è una fotografia che rispecchia ampiamente quello accaduto da diversi anni ad Aprilia e a Latina, dove il cambiamento si è trasformato in immobilismo, incapacità e danno, dando conferma di quello che in modo chiaroveggente afferma il principe Tancredi ne ‘Il Gattopardo’: ‘cambiare tutto per non cambiare nulla’. Se mi dovessi soltanto soffermare a quello che accade nella città di Formia, dove sono consigliere comunale, mi chiederei e domanderei ai miei concittadini: dove sono le politiche di sviluppo edilizio? Dov’è una programmazione di un lancio serio per le politiche turistiche e culturali? Dove sono i punti di un manifesto chiaro per tutti riguardo all’emergenza sanitaria? Come si vuole affrontare la criticità della scuola nel periodo Covid-19?

La nota del consigliere comunale e provinciale Pasquale Cardillo Cupo

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