“Guerra tra lupi solitari”. Crisi in maggioranza, Formia Vinci bastona gli ex sodali

“Guerra tra lupi solitari”. Crisi in maggioranza, Formia Vinci bastona gli ex sodali

Nel pieno della crisi politica che sta facendo vacillare l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Paola Villa, il gruppo che fa riferimento alla civica Formia Vinci, appena uscita dalla maggioranza con l’abbandono del consigliere Antonio Capraro, spara a zero sugli ormai ex sodali. Lo fa attraverso una lunga disamina della comune esperienza amministrativa, da quanto delineato descritta come una sorta di calvario. Una “guerra tra lupi solitari”, dicono dalla lista. Da dove descrivono una situazione insostenibile. Mentre il primo cittadino cerca di tenere assieme i cocci

“La prima cosa che sentiamo di fare è quella di porgere le nostre scuse alla città e ai cittadini”, dicono da Formia Vinci. “Chiediamo scusa per aver sostenuto un progetto rivelatosi, purtroppo, fallimentare, su cui tante persone avevano creduto, su cui tante persone hanno sperato, su cui tutti avevano grandi aspettative. In oltre due anni di Governo della città innumerevoli volte abbiamo apportato idee costruttive, proposte, progetti aventi il fine comune il miglioramento della nostra amata Formia senza ottenere risultati; poco coraggio e tutto fermo al palo. Ma andiamo in ordine.

Appena insediati ci è stata negata la rappresentanza in Giunta, poiché non si poteva ‘sprecare’ un assessore per una lista di ragazzi. Qui, il primo boccone amaro che abbiamo mandato giù con grande senso di responsabilità. Da quel momento, cioè appena insediati, è partito un grande scollamento tra Giunta e Consiglio, voragine che si è ampliata sempre più, al punto che i consiglieri si son trovati a dover apprendere le delibere di Giunta, in un primo momento addirittura dall’albo pretorio e, poi, con semplice comunicazione al mattino della Giunta stessa, senza mai alcuna possibilità di discussione, tranne che in qualche rara occasione. Roba che la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra e viceversa. È incredibile come ciò possa sussistere. La Giunta, ricordiamo, è l’organo esecutivo, ma non si sa bene di chi, perché, di certo, non è espressione dei gruppi consiliari.

Un punto assai dolente – raccontano ancora da Formia Vinci – è l’auto-isolamento che si è, più o meno, volutamente creato. Potevamo contare sull’appoggio extra consiliare di centinaia di persone disposte a sostenere l’operato dell’amministrazione e invece ci si è ridotti a pochi intimi, quasi come se si trattasse di un’azienda a conduzione familiare. La stessa situazione, a nostro giudizio, si è creata anche nel rapporto con le altre istituzioni, dove sono stati portati avanti scontri improduttivi con Acqualatina, con la ASL, con il Consind, con gli altri Sindaci del golfo, ecc. Tali comportamenti ci hanno portato a essere soli sul panorama politico e la perdita del capofila del distretto socio-sanitario ne è un esempio.

La mancanza di collegialità, dell’operare in sinergia, di lavorare in gruppo, di immaginare lo stesso quadro, lo stesso fine, lo stesso outcome, la stessa visione di insieme, ha portato ad una guerra che non si può definire nemmeno tra bande, ma tra lupi solitari; si, perché ognuno viaggia autonomamente: Sindaco, Assessori, Consiglieri e Delegati. La completa assenza di una regia ha portato ad una inidonea gestione dell’ente: assenza di programmazione, assenza di programmazione e assenza di programmazione. E, infine, assenza di programmazione.

La città che sognavamo e che volevamo realizzare non è questa. Tra le numerose istanze che abbiamo voluto portare avanti, quelle che avevamo più a cuore, sono state la modalità di gestione dei siti storici, l’esternalizzazione del servizio di recupero tributi, il dissequestro della Ex-colonia Di Donato, e il raggiungimento dell’ambita ‘Bandiera Blu’, tutte miseramente bloccate. La cosa più frustrante è il fatto di aver lavorato invano per due anni, cercando di portare migliorie alla città, investendo tempo, fatica e denaro per tante situazioni lasciate volutamente dormienti come le fototrappole, gli ispettori ambientali, il tempio della cremazione, i regolamento per il piano di zonizzazione acustica, gli adempimenti sugli impianti di acquacoltura. Non è più sopportabile per noi lavorare a vuoto o con estrema superficialità nelle poche cose proposte e discretamente portate avanti. È talmente poca l’attenzione verso la nostra lista che siamo venuti a conoscenza della non conferma del DG della FRZ solamente dai social media.

La cosa che più di tutte è venuta meno, che è imprescindibile da tutto il resto, è la fiducia verso chi ha mancato di rispetto alla nostra caparbietà, alla nostra intraprendenza, al nostro coraggio e alle nostre competenze denigrandoci continuamente con numerose bugie che tante, troppe volte, ci sono state dette. La fiducia non è una lampada che si accende e spegne con un click ma, al contrario, è difficile da conquistare e facile da perdere e, soprattutto, non deve essere mai tradita. Noi, dal canto nostro, non vogliamo tradire la fiducia che è stata riposta in noi. Non ci riconosciamo più in questa maggioranza e non vogliamo essere protagonisti del fallimento del progetto. Pertanto, mossi da un profondo senso di responsabilità etica e morale nei confronti della cittadinanza, ci dichiariamo indipendenti valutando scrupolosamente atto per atto, di volta in volta, l’operato dell’amministrazione”.

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