Restaini, ANCI Lazio: legge “Salva Borghi” inadeguata

Restaini, ANCI Lazio: legge “Salva Borghi” inadeguata

“Sono stati definiti i criteri per l’accesso ai fondi previsti dalla legge 158/2017 cosiddetta ‘Salva borghi’ sulla valorizzazione, riqualificazione e recupero dei centri storici dei comuni sotto i 5mila abitanti. La legge 158 del 6 ottobre del 2017, chiamata Realacci dal nome del suo pluriproponente per tre legislature, ha suscitato grandi aspettative negli oltre 5000 Comuni sino a 5000 abitanti, chiamati impropriamente Piccoli. Ma a distanza di tre anni non si è ancora speso un euro in quei territori interni e montani che nel frattempo hanno continuato a spopolarsi: quindi la pubblicazione del decreto legge 10.08.20 recante ‘Definizione dei parametri per la determinazione delle tipologie dei Piccoli Comuni che possono beneficiare dei finanziamenti della legge n°158/17′, va sì accolta positivamente, ma anche con alcune considerazioni di merito”. A parlare, dall’ANCI Lazio, è Lubiana Restaini, coordinatrice della Consulta dei Piccoli Comuni.

“Ci sono voluti tre anni ed il coinvolgimento di ben 5 ministeri per arrivare a stabilire i criteri di una classificazione che dovrà portare, con altro decreto, ad una sorta di graduatoria dei Piccoli Comuni, che dopo tre anni dovrà essere revisionata. E’ questo – afferma Restaini – un meccanismo infernale che la dice lunga sul funzionamento del nostro Parlamento, sulla sua cultura burocratico amministrativa, sulla incapacità a cogliere le necessità e le emergenze del territorio amministrato, ed ad intervenire con immediatezza. Criteri, tipologie, graduatorie, cioè possibili ricorsi e lungaggini a non finire; mai politiche serie e consapevoli; mai interventi proporzionati, circostanziati ed aderenti ai problemi ed alle loro soluzioni. Tutto questo tempo e tutto questo sforzo normativo per cosa poi? Uno stanziamento di 100 milioni di euro, elevato tra le proteste a 160, per aree, lo stiamo vedendo in questi tristi giorni di emergenza meteo, in degrado e dissesto da decenni; preda di incendi dolosi ed impoverimento ed invecchiamento post Covid. Il minimo che si possa dire è che non è serio; il minimo che si possa chiedere è un cambio radicale di impostazione ascoltando i territori e chi li rappresenta”.

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