Storie di incendi e di zone “dimenticate”: la nota dell’Associazione San Remigio

Storie di incendi e di zone “dimenticate”: la nota dell’Associazione San Remigio

Incuria, incendi e tante segnalazioni mai prese in considerazione. Quindi certe problematiche come quella degli incendi si ripresentano, una questione di decoro sicuramente ma prima di tutto di sicurezza. Le segnalazioni inascoltate sono quelle dell’Associazione San Remigio che attraverso il presidente Enrico Baroni interviene nuovamente per raccontare cosa accade in una zona dimenticata.

“Chi scrive è da 15 anni il Presidente dell’ Associazione San Remigio – si legge in una nota –  sorta a Formia nel 2005, come spontanea iniziativa dei residenti di zona, a tutela, fra l’altro, della salvaguardia della vivibilità dei quartiere dal punto di vista ambientale, paesaggistico ed acustico e finalizzata ad opporsi a qualsiasi tentativo di mortificazione di un tessuto urbanistico che ha visto crescere, negli ultimi decenni, un quartiere residenziale importante.

L’Associazione si è già espressa, ormai da molti anni, nei confronti delle Amministrazioni Comunali, inclusa l’attuale, con ripetute lettere di denuncia (n° 13 debitamente consegnate e protocollate) sul degrado ambientale che progressivamente ha coinvolto il quartiere San Remigio sia dal punto di vista della viabilità, che della sicurezza dei residenti, con pressoché totale mancanza di una manutenzione degna di questo nome, senza peraltro ottenere alcun concreto riscontro alle sue reiterate richieste.

Anche quest’anno, due giorni or sono, si è sviluppato un importante incendio delle sterpaglie che interessano l’aiola tra Via Remigio Paone e Via Manzoni, in prossimità del ponte che sovrasta la dismessa ferrovia Formia – Gaeta, con grave pericolo di propagazione alle prospicienti civili abitazioni, lasciando un desolante spettacolo di vegetazione bruciacchiata ed immondizia varia.

Le foto accluse testimoniano quanto avvenuto.

E’ uno spettacolo che si ripete ogni anno, vista la vegetazione secca ed abbandonata, utile solo come ricettacolo di immondizie varie, nell’incuria più totale, senza che, da parte del Comune, sia attuato un minimo intervento di risanamento sostanziale atto ad evitare il replicarsi del fenomeno.

Questa Associazione, pur nella consapevolezza di un cronico e conclamato disinteressamento della Amministrazione circa gli annosi problemi ripetutamente segnalati, continuerà a perseguire tutte le azioni comunicative utili a tutelare la sicurezza, l’integrità fisica ed il rispetto dei sacrosanti diritti della cittadinanza”.

 

 

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