Salvini a Fondi: un bagno di folla a suon di staffilate – VIDEO e FOTO

Salvini a Fondi: un bagno di folla a suon di staffilate – VIDEO e FOTO

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Centinaia e centinaia di persone festanti per l’arrivo a Fondi del leader della Lega Matteo Salvini, giunto nella tarda mattinata di giovedì per sostenere la coalizione che nelle elezioni, ormai alle porte, appoggia la corsa del candidato sindaco Beniamino Maschietto. Un bagno di folla in parte inaspettato, oltretutto, considerando la calura agostana e l’orario lavorativo. Eppure in piazza Duomo il ‘Capitano’, come lo chiamano i suoi sostenitori, ha fatto il pienone. Un’accoglienza da rockstar, tra calca e applausi scroscianti, come pure il prosieguo e la coda dell’evento.

Il comizio elettorale si è aperto con il microfono al coordinatore locale leghista Giuseppe Lauretti, all’aspirante primo cittadino Maschietto e quindi al coordinatore regionale della Lega, il terracinese Francesco Zicchieri. Che ha chiesto scusa per “qualche imbecille di Terracina che ha offeso i cittadini di Fondi”, chiamati extracomunitari in un mal digerito intervento satirico andato in scena nei giorni scorsi all’ombra del Tempio di Giove, durante la presentazione della coalizione di Fratelli d’Italia; ha indicato in Beniamino Maschietto la persona giusta per dare continuità amministrativa in quel di Fondi; ed infine ha tirato una stoccata alla magistratura. “Quando torneremo al governo del Paese, cambieremo un pochino di cose”, ha detto ricordando dei prossimi processi di Salvini per i casi Gregoretti e Open Arms. “Una di quelle cose che faremo è dare meno potere alla magistratura schierata“.

Subito dopo, tra due ali di folla e con le casse a sparare l’aria pucciniana Nessun dorma, ecco l’arrivo del vero protagonista. Con Zicchieri nel frattempo ad incalzare: “Una persona così non può essere processata, una persona così deve essere ringraziata dagli italiani”. Quelli “perbene”, la sottolineatura.

Salito sul palco allestito nell’occasione, il segretario e senatore della Lega ha esordito lanciando le ormai solite sferzate al Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, “da mandare a casa su un banco con le rotelle, perché non se ne può più di un’incompetente incapace di dare certezze agli insegnati, ai genitori agli studenti”.

A seguire, anche lui non ha mancato di fare riferimento ai processi, e in particolare da quello a più stretto giro, in programma il prossimo 3 ottobre a Catania e originato dall’aver impedito, da Ministro dell’Interno, lo sbarco di 107 migranti bloccati al largo di Lampedusa nell’agosto 2019 a bordo della nave della Ong spagnola Open Arms.

“Andrò in un tribunale a rispondere dell’accusa di sequestro di persona, rischiando fino a 15 anni di carcere”, ha detto. Per poi continuare: “Se devo rischiare la galera perché ho difeso la sicurezza, i confini, l’orgoglio e la dignità del mio Paese vado in quel tribunale a testa alta perché ho fatto il mio dovere. Appena torniamo al governo i porti li blindiamo, perché in Italia si entra se si ha i permesso di entra. Ne abbiamo le palle piene di spacciatori, scippatori, stupratori, e perditempo vari”.

Da questo momento, e fino alla fine del comizio, Salvini ha iniziato a punzecchiare un ristretto gruppo di contestatori, alcuni dei quali esponevano uno striscione con su scritto “Fondi non si Lega”. “Visto che sono un sincero democratico, se anche qua a Fondi ci sono tre figli di papà che amano i clandestini, portateli a casa vostra e manteneteli voi. Pagateli voi. Facile fare i generosi coi soldi degli altri”. Ed ancora: “Dico grazie anche ai quattro compagni con la bandiera rossa perché mi fanno un’enorme simpatia. Stiamo facendo le selezioni per Ciao Darwin”. Di più: “Questi vanno a caccia di fascisti, ma non ci sono i fascisti, ci sono italiani orgogliosi di essere italiani”.

Subito dopo, il leader leghista ha detto che “anche fare la spesa è un atto politico“. Chiedendo di “comprare italiano, mangiare italiano, consumare italiano e bere italiano. Lasciamo sugli scaffali le schifezze che arrivano dall’altra parte del mondo. Perché se mangiamo male, veniamo su come quelli là”, rivolgendosi di nuovo agli sparuti contestatori, per la verità nemmeno tanto rumorosi. “Quelli secondo me mangiano formaggio francese. Così, a occhio. Radical chic. Mi raccomando, accogliamo clandestini, perché poi gli unici immigrati che conoscono sono le donne di servizio che gli rifanno il letto la mattina e la sera perché non sono capaci di farselo da soli”. Salvini non poteva saperlo, ma chi lo contestava era politicamente trasversale: oltre a una componente di centrosinistra, c’erano persone vicine al Movimento 5 Stelle e al centrodestra dell’altro candidato a sindaco Luigi Parisella.

Sul finire, anche il candidato sindaco Maschietto ha preso a sbertucciare le poche decine di dimostranti: “Rappresenteremo con valore questa città, rimarrete a casa un’altra volta”. Particolarmente battagliero, il 69enne medico. Come si era del resto dimostrato a inizio comizio, quando, pur non facendo nomi, aveva attaccato le altre coalizioni, parlando di gente scesa in campo per interesse o per ripicca. Una stoccata nemmeno troppo velata, in particolare, al gruppo che vede a capo l’ex primo cittadino Parisella, un tempo suo sodale.

Tra gli astanti, che si perdevano a vista d’occhio, candidati e simpatizzanti dei partiti e civiche della coalizione di riferimento, composta da Forza Italia, Lega, Democrazia Cristiana, Io sì, Litorale e sviluppo Fondano, Noi per Fondi. Uniti a presenze provenienti dai comuni limitrofi, e oltre. Fortunatamente, le centinaia di persone in piazza Duomo erano quasi tutti munite di mascherine: circostanza per nulla scontata, nei comizi salviniani. E poco importa se abbia prevalso il timore dei contagi da Covid-19, o quello per le possibili polemiche legate al mancato rispetto delle buone regole del distanziamento sociale nel primo comune laziale a suo tempo dichiarato zona rossa.

Nel ricco parterre politico, oltre ai candidati delle liste in appoggio a Maschietto e ai (non moltissimi) leghisti della Piana, spiccavano gli europarlamentari verdi Matteo Adinolfi e Antonio Maria Rinaldi, nonché i senatori e compagni di partito Umberto Fosco, Gianfranco Rufa e William De Vecchis, il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli. Tra i tanti presenti, non potevano mancare l’europarlamentare di Forza Italia Salvatore De Meo, sindaco uscente, e il senatore azzurro Claudio Fazzone, coordinatore regionale forzista e ‘padrone di casa’, peraltro a più riprese in passato dato vicino alla Lega.

Terminato il comizio, non lesinando ulteriori bastonate al Governo, Salvini si è dedicato a quella che ormai da considerarsi una consuetudine dei suoi appuntamenti: il momento dei selfie con elettori e simpatizzanti. Nell’occasione divenuto un vero e proprio assalto. Chi spingeva nel tentativo di avvicinarsi il più possibile al leader leghista, chi urlava per attirare la sua attenzione, chi piangeva. Scene di eccitazione e adorazione. A tratti il cordone costituito da forze dell’ordine, scorta e collaboratori ha faticato a tenere. Tanto che ad un certo punto, vistosi accerchiato, un imbufalito Salvini è corso dentro la chiesa di San Pietro, che si trovava alle sue spalle. Per uscirvi a distanza di qualche minuto, quando la situazione ha accennato a diventare più quieta. Via daccapo al rito dei selfie, scattati a decine, senza risparmiarsi in sudore.

Autoscatti che in alcuni casi hanno visto senza mascherina sia Salvini che l’ammiratore di turno. Dagli anziani, ai bambini. Ma forse attendersi fino alla fine il rispetto delle regole anti-coronavirus era chiedere troppo, soprattutto da chi ha spesso e volentieri minimizzato la pericolosità dell’emergenza sanitaria, sfiorando a più riprese il negazionismo.

Finito anche l’interminabile cerimoniale dei selfie, a tratti sfiancante, il ‘Capitano’ si è avviato verso le auto blu che lo attendevano ai piedi del castello baronale, sfuggendo agli ultimi irriducibili in cerca di foto e strette di mano per andare alla volta della vicina Terracina, ennesima tappa del tour leghista da un capo all’altro dello Stivale.

IL VIDEO DI H24NOTIZIE CON UNA BREVE INTERVISTA A SALVINI

A PAGINA 2 – LA GALLERIA FOTOGRAFICA DEL COMIZIO LEGHISTA

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