Candidato impresentabile a Fondi, il caso diventa nazionale: la censura del Partito Democratico

Candidato impresentabile a Fondi, il caso diventa nazionale: la censura del Partito Democratico

Un caso che nell’arco di poco è diventato di respiro nazionale, quello dell’aspirante consigliere comunale di Fondi Cristian d’Adamo, in quota Forza Nuova, salito alla ribalta (in negativo) dopo una denuncia dell’Anpi. Poco prima che il candidato sindaco di Fratelli d’Italia Giulio Mastrobattista rendesse noto di averlo escluso da una delle due liste civiche che lo appoggiano nella tornata elettorale, sulla querelle è infatti intervenuto con decisione anche il Partito Democratico, appellandosi a Giorgia Meloni. 

“L’uomo che vedete in foto si chiama Cristian d’Adamo ed è uno dei candidati consiglieri alle elezioni amministrative di Fondi, che si terranno a settembre”, scrivono dal PD nazionale ricostruendo la vicenda attraverso un post del dirigente Marco Miccoli. “Nel suo profilo Twitter, d’Adamo si definisce ‘naziskin, Negazionista, Omofobo, Xenofobo, antidemocratico, anticostituzionale, anticomunista, antisemita’. Anzi, si definiva, perché da cuor di leone quale lui è, ha già provveduto a oscurare quasi tutto: a essersi salvata è una foto con la bandiera di Forza Nuova, tuttora presente.

In quel ‘tutto’ era presente davvero quanto di più becero ci possa essere: continue foto di saluti romani, contenuti di matrice antistemita, razzista e omofobica, negazione dell’Olocausto e delle sue vittime.

Il caso vuole che d’Adamo faccia parte della lista del candidato sindaco Giulio Mastrobattista, esponente di Fratelli d’Italia. Per l’ennesima volta, stranamente.

E sapete come il partito di Giorgia Meloni ha pensato di risolvere la questione? Non cacciandolo o denunciandolo per violazione della legge Mancino e per incitamento all’odio ma lanciando un hashtag. Per loro, a fronte di un candidato che si definisce antidemocratico, anticostituzionale, naziskin, negazionista, omofobo, tutto si risolve con un cancelletto.

Eppure, a quanto ci risulta, quando vuole Giorgia Meloni qualche urlo lo sa anche emettere. Stranamente non è questo il caso. Deputata Meloni, persone così non vanno candidate. Vanno denunciate. In nome di quella Patria che le sta apparentemente a cuore e di cui i nazifascisti fecero carne da macello. In nome di quella democrazia in cui lei dice di riconoscersi. In nome di quella Costituzione su cui l’Italia si fonda”.

Così invece Brando Benifei, eurodeputato e capodelegazione del Partito Democratico: “‘Io sono Cristian, sono laziale e sono fascista!’. E non solo: pure dichiaratamente naziskin, negazionista, omofobo, xenofobo, antidemocratico, anticostituzionale, anticomunista, antisemita. E da oggi è candidato con Fratelli d’Italia alle elezioni comunali di Fondi, nel Lazio. Cara Giorgia Meloni, ma che gente ti porti appresso? Hai provato a darti una riverniciata negli ultimi anni ma alla fine il vostro cuore è sempre lì, col peggiore estremismo di destra, che per fortuna abbiamo già sconfitto e che sconfiggeremo ancora”.

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