Stop dei Nas a una struttura sanitaria adiacente alla clinica Costa

Stop dei Nas a una struttura sanitaria adiacente alla clinica Costa

Si allargano le indagini partite dall’inchiesta della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore sull’ospedale “Gaetano Fucito” di Mercato San Severino, in provincia di Salerno, che hanno già portato a indagare Maurizio Costa, amministratore della clinica “Casa del Sole” di Formia.

I carabinieri del Nas stanno compiendo ulteriori verifiche e, effettuati alcuni controlli in una struttura adiacente la clinica formiana, secondo gli investigatori una sorta di ambulatorio dove venivano eseguite delle visite specialistiche, i militari hanno contestato alcune violazioni e anomalie disponendone la chiusura e trasmettendo i verbali al Comune di Formia, per l’ulteriore corso dei conseguenti provvedimenti amministrativi.

Una vicenda su cui dovrà esprimersi il dirigente comunale competente e che appare delicata considerando che il gruppo politico che fa capo all’imprenditore della sanità conta quattro consiglieri comunali che sostengono la maggioranza del sindaco Paola Villa.

I carabinieri del Nas stanno infine proseguendo negli interrogatori di dipendenti e personale per accertare il tipo di eventuali rapporti professionali avuti dal dott Francesco Salzano con la clinica “Casa del Sole” di Formia.

I carabinieri del Nas di Salerno, su ordine del gip, quattro mesi fa hanno arrestato e messo ai domiciliari il dott Salzano, professore universitario e primario del reparto di otorinolaringoiatria del nosocomio salernitano, e la caposala Francesca D’Angelo, accusati a vario titolo di truffa, falso, abuso d’ufficio e peculato.

Nel corso dell’inchiesta, partita un anno fa e seguita dal pm Anna Chiara Fasano e dal procuratore Antonio Centore, l’imprenditore formiano Maurizio Costa è stato interrogato e avrebbe dichiarato falsamente, secondo gli inquirenti, che la sua clinica non aveva avuto alcun rapporto con il dott. Salzano.

Il prof, per gli inquirenti, si sarebbe appropriato di un fibrolaringoscopio di proprietà dell’Università di Salerno per effettuare visite specialistiche in regime privatistico, avrebbe programmato le visite dei pazienti contattandoli direttamente e bypassando così le liste d’attesa gestite dal Cup, avrebbe riscosso compensi a danno dell’azienda ospedaliera “San Giovanni di Dio Ruggi d’Aragona” e del sistema sanitario nazionale, non avrebbe versato alla struttura ospedaliera quanto previsto per l’attività intramoenia, e avrebbe effettuato numerosi interventi privati di chirurgia plastica, facendosi pagare in contanti e addebitando le spese delle operazioni al servizio sanitario nazionale.

Ipotesi che per gli investigatori risultano confermate dai controlli svolti, dalle intercettazioni telefoniche e dagli interrogatori degli stessi pazienti.

A tale attività, per gli inquirenti, avrebbe collaborato la caposala, favorendo alcuni pazienti, a partire dagli amici, e modificando le liste d’attesa.

E Costa, sempre per l’accusa, avrebbe cercato di coprire il medico, nascondendo l’attività svolta dal prof nella clinica di Formia e sviando così le indagini.

Il gip per l’imprenditore formiano e altri tre indagati ha però respinto la richiesta di applicazione di misure cautelari avanzata dalla Procura.

Gelsomina Rega, residente a Calvanico, Lucia Mercadante, residente a Baronissi, entrambe addette alle pulizie dell’ospedale di Mercato San Severino, e Pietro De Luca, residente a Roma, otorinolaringoiatra dello stesso ospedale, accusati di aver rubato medicinali dall’ospedale “Fucito”, e Costa appunto, accusato di aver cercato di sviare le indagini, sono così indagati a piede libero.

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