Violenza sessuale, rapina e lesioni: condannato un richiedente asilo

Violenza sessuale, rapina e lesioni: condannato un richiedente asilo

Accusato di violenza sessuale, rapina e lesioni ai danni di una 45enne di Terracina, un richiedente asilo di nazionalità irachena, il ventenne Lak Mohammed Mahdawi Waisi, è stato condannato a sette anni di reclusione dal Tribunale di Latina.

Un anno e mezzo in meno rispetto alla condanna chiesta dal pubblico ministero.

Una vicenda che risale al 9 luglio dell’anno scorso, a cui prese parte anche un secondo richiedente asilo, Nakd Modather Soliman Sayed Mahamed, trentenne di nazionalità egiziana, già condannato a quattro anni di reclusione in un processo con rito abbreviato, ma solo per rapina e lesioni.

I due stranieri vennero bloccati dagli investigatori del commissariato di Terracina mentre, dopo l’accaduto, sembra stessero cercando di fuggire dall’Italia.

I due richiedenti asilo, secondo gli inquirenti, avrebbero avvicinato la 45enne e un’amica di quest’ultima, di sei anni più giovane, all’interno della pineta di Terracina.

Avrebbero chiesto alle due donne delle sigarette, avrebbero iniziato a parlare con loro e poi le avrebbero convinte a salire in auto, dirigendosi verso una delle spiagge cittadine della zona sud.

A quel punto, la 45enne si sarebbe avvicinata ad alcuni scogli per rinfrescarsi e l’iracheno, dopo averla seguita, avrebbe cercato di palpeggiarla e di costringerla ad avere un rapporto sessuale.

La donna, riuscita a fuggire in direzione dell’auto, non avrebbe trovato l’amica ad attenderla.

I due stranieri l’avrebbero quindi costretta a salire a bordo, l’avrebbero palpeggiata, rapinata della borsetta e del cellulare e cercato nuovamente di violentarla.

La 45enne avrebbe a quel punto spruzzato contro i richiedenti asilo dello spray urticante che aveva con sé, ma non avrebbe fatto desistere gli stranieri, che prima di scaraventarla fuori dall’auto e allontanarsi avrebbero innestato anche la marcia indietro, cercando di travolgerla con la stessa autovettura.

Raccolte diverse testimonianze ed esaminate anche le immagini catturate da alcune telecamere di sorveglianza, gli investigatori bloccarono i due richiedenti asilo.

Arresti su cui intervenne anche l’allora ministro dell’interno Matteo Salvini.

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