Occupazione abusiva del demanio marittimo, condanna definitiva

Occupazione abusiva del demanio marittimo, condanna definitiva

Condanna definitiva per Giacomo Di Fazio, 58 anni, di Gaeta, noleggiatore di barche, responsabile di occupazione abusiva del demanio marittimo.

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’imprenditore e confermato così la sentenza emessa a suo carico dal Tribunale di Cassino il 23 luglio 2018.

Avendo invaso arbitrariamente e occupato abusivamente un’area demaniale, poco prima della spiaggia dell’Ariana, delimitandola con una recinzione metallica con due porte d’accesso e utilizzando quello spazio come ricovero di attrezzature da spiaggia, piccole unità di diporto e un box in legno di un metro quadrato, Di Fazio è stato condannato a 516 euro di ammenda.

Impugnata la sentenza, l’imprenditore ha sostenuto che la natura demaniale marittima dell’area che è accusato di aver occupato era stata erroneamente desunta dal verbale di delimitazione della spiaggia risalente all’anno 1958, atto redatto unilateralmente dalla parte pubblica, e dalla relativa cartografia catastale, che aveva effetti unicamente a fini tributari.

Per lui occorreva, invece, dare rilievo all’obiettivo stato dei luoghi, come rappresentati dalla relazione tecnica versata in atti datata 20 gennaio 2005, le cui risultanze comprovavano che la zona era sopraelevata rispetto al livello dell’arenile di circa 1 m-1,20 m, non era raggiunta dalle ordinarie mareggiate e che, quindi, non faceva parte del demanio marittimo.

Un ricorso considerato dalla Cassazione manifestamente infondato.

Per gli ermellini è “pacifica, l’occupazione di zona dell’arenile da parte del ricorrente e, in assenza di un atto di concessione, risulta integrato il reato di abusiva occupazione di spazio demaniale marittimo contestato.

Il ricorso è stato dunque dichiarato inammissibile, la condanna resa definitiva e l’imputato condannato anche al pagamento delle spese processuali e a versare tremila euro alla Cassa delle ammende.

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