Uccisione del coinquilino rumoroso: fu omicidio preterintenzionale

Uccisione del coinquilino rumoroso: fu omicidio preterintenzionale

Non volevano uccidere. I due romeni accusati di aver ucciso, a Cisterna, un connazionale a calci e pugni, perché faceva rumore e li disturbava mentre dormivano, sono stati condannati dalla Corte d’Assise del Tribunale di Latina, che ha però derubricato il reato di omicidio volontario in omicidio preterintenzionale.

Condannati così il 38enne Dan Puiu a 12 anni di reclusione e il 19enne Magdalin Bogdan a 8 anni di reclusione.

Il delitto è stato compiuto il 4 marzo 2019 in un appartamento di via Moscarello e ha avuto come vittima Constantin Badalau.

I due imputati, secondo il pm Giuseppe Miliano, avrebbero letteralmente ammazzato di botte il coinquilino, e due donne che abitavano con loro li avrebbero poi aiutati a ripulire la casa, cercando di sviare le indagini e far passare le ferite della vittima come conseguenze di una semplice caduta, un incidente domestico subito da un uomo ubriaco.

Quando il personale del 118 si recò nell’appartamento, trovando il corpo senza vita di Badalau, notò subito che lo straniero aveva una serie di ecchimosi sul volto e diede l’allarme.

In quella casa intervennero quindi gli investigatori del commissariato di Cisterna, il pm aprì un’inchiesta, vennero compiute diverse intercettazioni telefoniche e ambientali, e gli imputati, che avrebbero agito dopo l’ennesimo litigio notturno tra il coinquilino e la compagna e che nel frattempo si erano trasferiti a Latina, vennero arrestati.

I due tra l’altro sembra stessero cercando di fuggire all’estero, avendo contattato un autotrasportatore, anche lui romeno, chiedendogli in cambio di duecento euro un passaggio nel vano di un tir adibito al trasporto merci, con cui varcare i confini nazionali.

Insistendo sulla tesi dell’omicidio volontario, il pubblico ministero ha chiesto 22 anni per Puiu e 21 anni per Bogdan, ma la Corte d’Assise del Tribunale di Latina ha ritenuto che si sia trattato di un omicidio preterintenzionale.

I difensori dei due condannati, gli avvocati Angelo Palmieri e Cesare Gallinelli, hanno già preannunciato ricorso in appello.

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