Pedemontana, la denuncia della Comunità del Lazio meridionale: “Ambiguità senza fine”

Pedemontana, la denuncia della Comunità del Lazio meridionale: “Ambiguità senza fine”

Riceviamo e pubblichiamo quanto pubblicato nelle scorse ore sulla propria pagina Facebook dall’ “Associazione Comunità del Lazio Meridionale e  Isole Pontine” sulla questione della strada Pedemontana, a seguito di quanto affermato in un’intervista dal consigliere regionale del Lazio Giuseppe Simeone.

“In una intervista a Golfo e dintorni, il Consigliere Giuseppe Simeone di Forza Italia rilancia il tema della “pedemontana” la strada che passando sulle montagne di Formia dovrebbe liberare la costa dal traffico pesante. Lasciamo stare il tempo trascorso e i progetti che vanno e vengono. Soffermiamoci sul presente. Nell’intervista si parla di strada di categoria B con due corsie per senso di marcia (3,75 mt. di larghezza cadauna + spartitraffico centrale e banchine laterali. Inoltre si parla di gallerie (6,5 Km. e quattro artificiali lunghe complessivamente Km. 1,1). L’ANAS avrebbe già stanziato 170 milioni di euro. A parte il fatto che il progetto di cui si parla è quello che sarebbe costato 750 milioni di euro e di cui se ne fece niente. Quel progetto evaporò per il costo.

Giuseppe Simeone, consigliere regionale del Lazio

Successivamente il Sindaco Sandro Bartolomeo annunciò il ridimensionamento dell’opera, non più gallerie ma una strada di superficie dal costo di 170 milioni di euro ma a condizione che fosse il Comune a progettarla. Infatti furono stanziati 500 mila euro (250 mila su due anni) ma poi se ne fece più nulla. Bisognerebbe uscire dalle ambiguità. L’opera è molto complessa, impattiva (percorre le aree di rispetto e di ricarica delle sorgenti), attraversa aree intensamente urbanizzate (immaginabile l’ostilità dei residenti).

Sarebbe ora di farsi venire idee alternative (interramento della Litoranea – Flacca), mitigazione del traffico, riduzione del pedaggio autostradale nel tratto Roma Napoli per i mezzi pesanti, esclusione del passaggio sulla Flacca dei Tir non diretti ai comuni del golfo. Simeone termina con una frase sibillina: “i tempi sono sempre più stringenti.

L’onorevole Raffaele Trano

I cantieri devono partire entro la scadenza del vincolo preordinato all’esproprio, fissato per ottobre 2020, altrimenti ogni sforzo rischia di essere vanificato”. Ottobre 2020 è dietro l’angolo, non si capisce qual è il progetto su cui operare gli espropri. In una conferenza organizzata dal PD di Formia, un tecnico dell’ANAS ha dichiarato che di tracciati ce ne sono addirittura cinque, ma nessuno li ha mai visti.

L’On. Le Raffaele Trano chiude la rassegna dichiarando: “il diritto ad una efficiente mobilità è un tassello del diritto alla felicità, perché significa maggior progresso, maggior tempo libero, più sicurezza”. Questo è. Il territorio va “accarezzato”, con soluzioni che non alterino gli equilibri naturali, prenderlo a schiaffi significa predisporne il ritorno sui nostri volti, senza sconti”.

 

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