Braccio teso del candidato sindaco FdI, è polemica: “Criminale”. Lui: “Fascista? Querelo”

Braccio teso del candidato sindaco FdI, è polemica: “Criminale”. Lui: “Fascista? Querelo”

In provincia di Latina si torna a discutere sugli ‘echi mussoliniani’. Nei mesi scorsi a fare da sfondo alle polemiche erano state realtà come Cisterna e Itri, mentre questa volta la diatriba è nata in quel di Fondi. Tutta incentrata su un braccio teso ‘galeotto’ da parte del candidato sindaco di Fratelli d’Italia, impegnato in un comizio pubblico: un chiaro quanto censurabile rimando al saluto romano, per l’Anpi; un’offesa degna di strascichi giudiziari per l’aspirante primo cittadino in quota meloniana, peraltro avvocato. 

Di seguito, pubblicata dalla pagina Facebook dell’Anpi locale, la sequenza al centro delle controversie con annesso sottotitolo-sfottò

BOTTA E RISPOSTA

L’ultima querelle, nata da un veloce passaparola, è stata alimentata con decisione dal circolo intercomunale dell’Anpi intitolato ad Angelo De Filippis. “A pochi mesi dalla tornata elettorale che porterà al rinnovo del Consiglio comunale della nostra città ed all’elezione del nuovo Sindaco ci troviamo, purtroppo, costretti ad intervenire nella campagna elettorale per condannare un gesto criminale messo in atto dal candidato sindaco di Fratelli d’Italia, Giulio Mastrobattista”, scrive in una nota stampa il presidente Marco Fiore.

“Tale gesto è avvenuto a conclusione di un comizio tenuto dallo stesso domenica 5 luglio in piazza Giuseppe De Santis. A conclusione di tale comizio il candidato sindaco ha pensato bene di chiosare il proprio discorso con tali parole: ‘… una città votata a destra’. Sulla parola destra l’avvocato Mastrobattista ha avvertito l’impulso irrefrenabile di alzare, tendendolo, il braccio destro a mo’ di saluto fascista.

Probabilmente lo stesso proverà a giustificarsi affermando, magari, di averlo fatto per salutare un amico seduto al bar antistante, ma ai nostri occhi il gesto è apparso, ahinoi, inequivocabile. Il gesto è ben visibile in un video del comizio pubblicato sulla pagina della lista civica che sostiene il candidato sindaco. Oltretutto tale nostalgico istinto è stato accolto dal sorriso compiaciuto del nipote dello stesso candidato sindaco, Francesco Mastrobattista, coordinatore di Forza Nuova, che poco prima era intervenuto nella stessa piazza. Come a sottolineare che il frutto non cade mai troppo distante dall’albero.

Ci troviamo, quindi, costretti a condannare tale gesto, che potrebbe anche presentare gli estremi per una denuncia di apologia di fascismo, in quanto violerebbe la disposizione della Legge Mancino in vigore nella Repubblica di cui siamo tutti cittadini, compreso l’avvocato Mastrobattista. Chiediamo, inoltre, a tutti gli altri candidati sindaco di condannare il gesto compiuto dal loro concorrente politico e di affermarsi rispettosi del carattere antifascista e democratico della nostra Repubblica, nata dalla lotta di Liberazione”.

Non si è fatta attendere la replica del diretto interessato, che intende rispondere “a chi non conosce la mia storia politica e mi dà del fascista” con un’altra nota stampa-fiume. “A soli 16 anni ero iscritto al movimento giovanile della Democrazia Cristiana, partito antifascista fondato nel 1943 da Alcide De Gasperi, Mario Scelba ed altri antifascisti provenienti dal disciolto partito Popolare Italiano fondato da Don Luigi Sturzo, ancora conservo le mie tessere, quasi fossero una reliquia”, esordisce Mastrobattista. “Sono stato per molti anni delegato giovanile della DC di Lenola, eletto più volte delegato al Congresso Provinciale. Poi sono stato iscritto alla Democrazia Cristiana, allora nella DC c’erano le correnti, sembrerà strano a qualche cretino, io militavo nella corrente di ‘Forze Nuove’ che non c’entra nulla con Forza Nuova. Forze Nuove era la corrente che rappresentava la sinistra sociale della Democrazia Cristiana di Guido Bodrato, e prima di lui dell’onorevole Carlo Donat-Cattin. Nel 1993, dopo Tangentopoli e la crisi economica del 1992, sulle ceneri della Democrazia Cristiana, nacque il Ppi e la scissione del Ccd nel 1994. Io aderii al Ppi, partito antifascista, e comunque a sinistra rispetto alle posizioni del Ccd.

Nelle more – continua l’esponente di FdI – fui attratto dal più grande politico che abbia mai conosciuto, Mariotto Segni, antifascista, ho, con onore e decoro ricoperto la carica di segretario provinciale del ‘Patto Segni’, partito di formazione liberale, ho contribuito alla formulazione dei quesiti referendari ed ho partecipato attivamente alla campagna referendaria. Collaborai per la raccolta delle firme con l’onorevole Claudio Petruccioli dell’allora Pci, Partito Comunista Italiano, braccio destro di Achille Occhetto, ultimo segretario del Pci. Qualcuno ricorderà che fui io a portare a Fondi l’onorevole Claudio Petruccioli durante la stagione referendaria , per la raccolta delle firme.

Nel 1999 sono stato uno dei promotori della lista elettorale italiana presentata, in occasione delle elezioni europee del 1999, da Alleanza Nazionale, partito ispirato al conservatorismo nazionale e dal Patto Segni, formazione liberale guidata da Mariotto Segni. Non ho mai militato in partiti fascisti, né neo fascisti, non coltivo nostalgie romantiche ed estetismi dannunziani pur rispettando chi non la pensa come me. Sono solo un uomo di Destra, di una destra moderna ed allo stesso tempo una destra sociale, voglio stare vicino alla gente, perché sono convinto che soltanto votando a destra si rifà l’Italia . Chi mi accusa di aver fatto il saluto romano, mi ferisce l’anima, violenta la mia storia, offende la mia formazione politica e culturale e ne risponderà nelle sedi giudiziarie, non ultima quella penale”.

A stretto giro, non è mancata neanche la presa di posizione del segretario di Forza Nuova: “Quando non sanno più che pesci prendere, certi avversari politici, poiché sono alla frutta, ritirano fuori la storia del ‘Fascismo’, finito 80 anni fa”, scrive Francesco Mastrobattista.

Roberto Fiore e Francesco Mastrobattista

Francamente non mi interessa di chi dopo uno spinello di troppo si attacca a mani aperte per salutare persone o indicare una posizione del corpo, comprendo ci vede poco. Ho visto che molti di questi ragazzotti, che la faccia per la politica non ce l’hanno mai messa ma sono solo buoni a criticare, hanno insultato un candidato sindaco. Sono gli stessi – continua il nipote dell’avvocato – che tempo fa insultarono pesantemente un altro candidato per un post, perché non negli standard di ‘sinistra’. Tranquilli, dal vivo sono bravi ragazzi taciturni a testa bassa, ma su Facebook sfogano i loro problemi. Per questo non vale neanche la pena litigare sui social, i confronti si fanno sempre dal vivo davanti ad una bella birra. Mah si, lasciamo perdere insulti in nome della loro amata ‘ democrazia’, quando poi uno di loro (presunti democratici) mesi fa scrisse apertamente di disprezzarla. Tra chi spara sentenze per partito preso, i ciarlatani dell’Anpi che vedono come pericolo nero anche il più liberale perché non del loro stesso pensiero, o candidati dal pessimo curriculum, noi pensiamo invece a chi produce, investe e vuole continuare a vivere bene nella nostra città. Andiamo sempre avanti per Giulio Mastrobattista sindaco, per una città più bella e di tutti. Faccio un in bocca al lupo anche agli altri candidati, quelli per bene e senza condanne sottolineo, i quali concorreranno con noi e non si perdono in critiche di chi non ha argomenti ed è rimasto a retoriche sfigate del dopoguerra“.

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