Salvini a Terracina: prima il comizio, poi si attovaglia col “ras” di Forza Italia

Salvini a Terracina: prima il comizio, poi si attovaglia col “ras” di Forza Italia

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Di ritorno dal blitz a Mondragone, bissato sotto l’occhio di un gran dispiegamento di forze dell’ordine dopo il comizio interrotto nei giorni scorsi a causa delle proteste organizzate da un gruppo di manifestanti anti-leghisti, Matteo Salvini ha fatto tappa anche in provincia di Latina. 

Nella tarda mattinata di venerdì si è recato a Terracina, dove ha continuato il proprio tour elettorale (non ufficiale) sotto un gazebo in piazza. Come già visto negli incontri pubblici post-lockdown tenuti dal leader della Lega, si faticava a rispettare le buone regole del distanziamento sociale. Eppure il luogo del comizio nell’occasione non era granché affollato, come peraltro testimoniato da una foto dall’alto pubblicata da Tpi. “A occhio, eravamo tra le 100 e le 150 persone”, spiega ad h24notizie un partecipante. Circostanza in qualche misura sottolineata dallo stesso Salvini, che ha ricordato come quella in oggetto fosse “una cosa organizzata in quattro e quattr’otto”, oltretutto in un giorno lavorativo.

L’immagine pubblicata da Tpi

 

 

 

 

 

 

Durante il breve one-man-show microfono alla mano, protrattosi per circa mezz’ora, l’ex ministro dell’Interno va avanti avanti in ordine sparso, toccando numerosi temi. Gli immancabili immigrati irregolari; i presunti “quattro balordi dei centri sociali” che lo hanno contestato nel primo passaggio in quel di Mondragone; la cassa integrazione che molti lamentano mai arrivata; le partite Iva dimenticate; il bonus governativo per i monopattini (“cinesi!”, ha rimproverato); l’ennesimo affondo contro il Dragone (“hanno contagiato tutto il mondo con questo fottuto virus”).

Immancabili, pure le scudisciate (interessate) al premier Conte e ai suoi sodali. Generali: “A livello nazionale stiamo facendo e faremo il possibile e l’impossibile per mandare a casa un Governo che sta bloccando il Paese“. E particolari: “Chi pensa di mettere il plexiglas nelle classi con bimbi di sei anni non è in grado di fare il ministro”, ha sostenuto riferendosi al ministro dell’Istruzione Azzolina, additata come “una calamità naturale per la scuola”. Non sono mancate nemmeno le frecciate alla magistratura, negli ultimi tempi a dir poco scossa dal vaso di Pandora rappresentato dallo scandalo Palamara ed annesse propaggini con implicazioni politico-giudiziarie. Di cui Salvini continua a dirsi vittima: “Salvini che stava facendo il suo lavoro ma deve essere processato per scelta politica”, ha detto ad un certo punto l’ex ministro parlando di sé in terza persona, collegando la sua vicenda a quella del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, a suo tempo “condannato per scelta politica”.

Un momento del comizio terracinese

Un fiume in piena, Salvini. Che ha tra l’altro chiesto di “mandare a casa” il governatore del Lazio (e segretario nazionale del Partito Democratico) Nicola Zingaretti. Ai vertici – ha incalzato il segretario della Lega – di una “regione abbandonata”, in cui “hanno speso milioni e milioni e milioni di soldi dei cittadini del Lazio per mascherine che nessuno ha mai visto”. Arrivato il momento di parlare della dimensione locale, Salvini ha colto l’occasione per chiamare il centrodestra all’unità d’intenti: “A Terracina ci torno ovviamente perché qua, più che in altri Comuni, la Lega ha mosso i suoi primi passi. Qua ci saranno anche le elezioni comunali e qua il centrodestra deve essere unito e compatto perché, se domani scenderemo in piazza per mandare a casa il Pd a Roma, non si può tenere il Pd a Terracina. Li vogliamo mandare via dal Governo non ce li possiamo portare in Comune a Terracina”.

A proposito di un comizio capitolino in agenda sabato, Salvini ha ironizzato: “Pensate che domani per evitare che quelli di sinistra rompan le palle, in piazza del Popolo mettiamo le seggiole, come a teatro. Sarà il primo comizio della storia, con delle seggiole”. Scherzando, in coda: “Non mangerò ciliegie” (un riferimento alle polemiche piovutegli addosso perché mangiava mentre il compagno di partito Luca Zaia parlava di bambini morti a causa di un batterio). Sorrisi ed applausi da parte dei suoi sostenitori.

Archiviato il comizio no-stop, come pure l’immancabile momento dei selfie con i fan, con poche o nulle precauzioni anti-Covid, il segretario della Lega ha trovato il tempo di una pausa. Andandosi ad attovagliare in un noto ristorante del posto, ‘Il Caminetto’, in compagnia di alcuni referenti locali della Lega, e di qualche illustre sodale della coalizione di centrodestra.

Alla sinistra di Salvini, Fazzone

A tavola si riconoscevano in particolare il deputato latinense Claudio Durigon, ex sottosegretario di Stato del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e il deputato di casa Francesco Zicchieri, entrambi leghisti. Seduto alla sinistra di Salvini, il senatore di Fondi Claudio Fazzone, coordinatore regionale di Forza Italia e noto plenipotenziario del partito di Berlusconi. Proprio l’onorevole forzista che in passato era stato dato a più riprese in avvicinamento al partito guidato da Salvini. Compagine che però, al netto di prossime evoluzioni, in provincia di Latina sembra al momento ridotta a un ruolo da subalterno: come avevamo rimarcato nei giorni scorsi, par di capire che le leve del potere a certe latitudini siano ancora nelle mani di Forza Italia. E dunque dell’amico di coalizione e commensale dell’occasione, Fazzone.

FOTOGALLERY: A CURA DI RENATO OLIMPIO PER H24NOTIZIE.COM

 

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