Operazione “Touch & Go”, le prime dichiarazioni di forze dell’ordine e avvocati

Operazione “Touch & Go”, le prime dichiarazioni di forze dell’ordine e avvocati
L'avvocato Giovanni Valerio (foto Renato Olimpio)

L’avvocato Vincenzo Macari (foto Renato Olimpio)

Operazione  “Touch & Go”, nominate le difese. I legali stanno ancora vagliando quanto contenuto nell’ordinanza, un provvedimento fiume in cui viene meticolosamente descritto un imponente giro di droga. Traffico di droga, armi un terremoto nel sud pontino che ha portato all’arresto di 22 persone. I legali intervistati poco dopo gli arresti per ora non si sono voluti sbilanciare, solo nelle prossime ore si avrà un quadro più completo rispetto le singole posizioni almeno dei 13 arresti che riguardano la provincia di Latina.

L’avvocato Pasquale Cardillo Cupo (foto Renato Olimpio)

GLI ARRESTI ALL’ALBA Infatti, nelle prime ore della mattinata nelle province di Latina, Napoli, Isernia e Caserta, circa 100 carabinieri della compagnia di Formia e di reparti dei comandi provinciali di Latina, Napoli, Caserta e Isernia, con il supporto di un elicottero del nucleo di Pratica di Mare e di unità cinofile antidroga dell’Arma stessa e della Guardia di Finanza, hanno dato esecuzione a una misura cautelare emessa dal G.i.p. presso il tribunale di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, nei confronti di 22 persone (21 sottoposti a custodia cautelare in carcere, 1 ai domiciliari). I componenti del gruppo criminale, compresa una donna, sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, possesso di armi e materiali esplodenti, minaccia, violenza privata e lesioni, con l’aggravante di aver agito con metodo mafioso.

L’INDAGINE PARTITA NEL SUD PONTINO NEL 2015 I provvedimenti sono scaturiti da una complessa e articolata attività investigativa condotta dai carabinieri di Formia – coordinati dalla Dda di Roma – sviluppata da ottobre 2015 ad agosto 2016 e nuovamente aggiornata da marzo a settembre 2018, anche con la collaborazione con la direzione centrale per i servizi antidroga del ministero dell’interno.

LA CAMORRA E LA MANOVALANZA LOCALE Il gruppo criminale agiva sotto la guida di due fratelli provenienti dal quartiere Secondigliano di Napoli che – con spregiudicatezza ed importando atteggiamenti tipici delle organizzazioni camorriste – avevano deciso di conquistare il mercato degli stupefacenti del sud pontino, arruolando a tal fine manovalanza criminale locale e creando così una fitta rete di pusher. Per assumere il controllo dell’attività di approvvigionamento e smercio di cocaina, hashish, marijuana e shaboo, imponendosi sul territorio, avevano posto in essere aggressioni e minacce anche ricorrendo all’uso di armi e di manufatti esplosivi, sino a conquistare l’egemonia nella vendita di droghe in un’ampia area incentrata su Scauri, nota località turistica del comune di Minturno.

I, TRAFFICO CON LA SPAGNA: In particolare, nel corso delle indagini: veniva fatta piena luce sulle modalità con le quali i predetti indagati, alcuni dei quali contigui a clan camorristici operanti nel quartiere secondigliano di napoli, importavano ingenti quantitativi di stupefacente dalla città partenopea e dalla Spagna; sono state tratte in arresto complessivamente 13 persone; sono stati sequestrati: 450 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina; 9 kilogrammi di hashish; 350 grammi di marijuana; 100 grammi di shaboo;

ARMI E ORDIGNI PER LA FAIDA una pistola marca beretta calibro 9×21 completa di caricatore e nr. 13 proiettili, arma risultata rubata; 2 ordigni esplosivi di fattura artigianale, uno dei quali recuperato il 17.02.2016 prima che esplodesse, mentre l’altro è stato fatto deflagrare il 28.02.2016, causando solo danni a cose.
Nel corso delle operazioni di esecuzione uno degli arrestati di Napoli è stato trovato anche in possesso di una rivoltella calibro 44 magnum matricola abrasa e n. 10 proiettili.

“PORTATORI DI VIOLENZA” : cosi sono stati definiti i membri del sodalizio dagli inquirenti (nell’intervista video) descrivendo non soltanto il giro di spaccio ma anche l’attentato sventato e tutta una serie di intimidazioni e minacce che sono la diretta conseguenza delle faide che si innescano per la conquista di una nuova piazza che in questo caso era il sud pontino. Poi il fenomeno della manovalanza locale, il gruppo criminale che si allarga e si infiltra divenendo un tutt’uno con la delinquenza locale. Un fenomeno che andava frenato e da cui sono partite le indagini che per l’appunto vengono avviate nel sud pontino per poi allargarsi. Il ruolo della provincia di Latina è purtroppo nuovamente centrale. Seguono aggiornamenti. 

DI SEGUITO LE FOTO (foto Renato Olimpio)

A PAGINA 2 L’INTERVISTA AGLI INQUIRENTI

A PAGINA 3 L’INTERVISTA AI LEGALI 

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