Legambiente e il Beach Litter, tanta plastica nell’analisi sulla spiaggia fondana

Legambiente e il Beach Litter, tanta plastica nell’analisi sulla spiaggia fondana

I volontari del Circolo Intercomunale Legambiente “Luigi Di Biasio” APS hanno preso parte venerdì 26 giugno al monitoraggio denominato Beach Litter in un’area della spiaggia di Capratica, sul litorale di Fondi. L’indagine, svolta da Legambiente nazionale contemporaneamente su più siti del territorio nazionale, è una delle più importanti ed articolate azioni di “citizen science” sul tema dei rifiuti spiaggiati a livello internazionale.

Il monitoraggio, eseguito direttamente dai volontari del Circolo, ha preso in considerazione un’area standard, lunga 100 metri e ampia dalla battigia alla fine della spiaggia, prima della duna. Sono stati presi in considerazione solo gli oggetti rinvenuti sulla superficie di tale area con dimensione maggiore di 2,5 cm. Gli oggetti rinvenuti nell’area campionata sono stati contati, catalogati e digitalizzati dai volontari secondo un protocollo scientifico riconosciuto dall’Agenzia Europea dell’Ambiente, a cui ogni anno vengono inviati i dati dell’indagine. I dati saranno successivamente sottoposti ad un’elaborazione di Legambiente nazionale presentata, a breve, in un rapporto nazionale.

“Analizzando la tipologia e la quantità dei rifiuti spiaggiati si comprende meglio il problema dei rifiuti – dichiara Paola Marcoccia, presidente del Circolo Intercomunale Legambiente “Luigi Di Biasio” – e permette di accendere i riflettori sulla loro scorretta gestione a monte. La principale causa dell’elevata e drammatica presenza dei rifiuti in mare e di quelli spiaggiati risiede nelle attività condotte sulla terra ed è proprio da qui che dobbiamo partire sollecitando serie politiche di prevenzione, accompagnate da una virtuosa raccolta differenziata e dal miglioramento della depurazione”.

Sul podio dei rifiuti trovati nel tratto monitorato a Capratica ci sono i frammenti di plastiche, ovvero i residui di materiali che hanno già iniziato il loro processo di disgregazione, come anelli e tappi di plastica, cotton fioc. I rifiuti marini hanno impatti su tartarughe, mammiferi marini e uccelli, in quanto possono intrappolare, ferire o essere ingeriti. Il problema aggiuntivo, di enorme portata, è che i rifiuti non scompaiono ma, ad opera degli agenti atmosferici, si frammentano in rifiuti sempre più piccoli difficili da rimuovere, le cosiddette microplastiche. Così trasformati i rifiuti hanno via facile anche per entrare nella catena alimentare ed esserci restituiti nel piatto.

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