Gestione condivisa dei beni, una promessa rimasta sulla carta

Gestione condivisa dei beni, una promessa rimasta sulla carta

Gestione condivisa dei beni con tanto di regolamento, che fine ha fatto l’articolo 10? Parliamo di quello inerente l’individuazione degli immobili in disuso per progettarne un nuovo utilizzo utile alla collettività.  Questo viene sottolineato dal “Coordinamento Left Formia” che in buona sostanza chiede che alle parole seguano i fatti. Considerando che dalle promesse è quasi passato un anno.

“Era il 30 settembre del 2019 – si legge in una nota del coordinamento Left –  quando il Consiglio Comunale di Formia approvava il “regolamento comunale tra cittadini, cittadine e Amministrazione per la cura e la gestione in forma condivisa dei beni”. Un’iniziativa per la quale l’amministrazione, per mezzo dell’Assessore Mazza, si è espressa con forza e ardore scomodando addirittura le pari opportunità e l’inclusione sociale. Siamo certamente di fronte ad un’iniziativa importante sulla carta: permettere ai cittadini ed alle cittadine di occuparsi della propria città, tutte e tutti insieme.

Nel suddetto regolamento, all’articolo 10 si legge che è la Giunta Comunale a individuare periodicamente gli immobili e gli spazi pubblici in stato di parziale o totale disuso o deperimento secondo il decreto legislativo n° 33 del 2013.
Noi di LEFT Formia, a nove mesi dall’approvazione di un provvedimento così importante per la vita della città, chiediamo legittimamente all’amministrazione se esista e dove si trovi la suddetta ricognizione di cui all’articolo 10, senza la quale la delibera di consiglio riguardante la gestione condivisa dei beni resterebbe lettera morta, atto propagandistico cui non seguirebbe attuazione.

Allora, la domanda sorge spontanea: c’è davvero, da parte di questa amministrazione, la volontà di coinvolgere i cittadini e le cittadine nella vita di questa città oppure “Formia Città in Comune” è stato solo uno slogan elettorale?”

 

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