Estorsioni ai titolari delle cave, una condanna e due assoluzioni

Estorsioni ai titolari delle cave, una condanna e due assoluzioni

Una condanna e due assoluzioni per le estorsioni ai titolari delle cave di Santi Cosma e Damiano.

Il Tribunale di Latina ha condannato a tre anni e mezzo di reclusione il minturnese Carlo De Rosa e ha assolto Domenico Fimiani e Giuseppe Di Rienzo.

Tredici anni fa, nel marco 2007, i titolari di due cave del posto si sarebbero sentiti dire da uomini armati di pistole e mitraglietta e con il volto travisato: “È un mese e mezzo che state qua a lavorare e ancora non vi siete presentati dagli amici. Che non lo sapete che dovete venire dai compagni? Chiedete in giro e informatevi”.

Denunciato l’accaduto, i carabinieri iniziarono a indagare e indicarono come autori del tentativo di estorsione i tre imputati.

Il Tribunale oggi, accogliendo le richieste del pubblico ministero Valerio De Luca, ha condannato De Rosa, accusato appunto di tentata estorsione e difeso dall’avvocato Roberto Palermo.

Il minturnese era stato riconosciuto durante un fermo dai titolari delle cave.

Assolti invece Fimiani e Di Rienzo, difesi dall’avvocato Pasquale Cardillo Cupo, che in aula ha insistito sull’assenza di fermi e sull’assoluta carenza di certezza sulla presenza dei due imputati sul luogo dei fatti al momento della contestazione, sostenendo che non fosse credibile il riconoscimento operato nella stazione Carabinieri di Formia dalle vittime perché troppo vago, privo di una dettagliata descrizione dei due imputati e suggestionato da una fonte confidenziale, mai rivelata, che aveva indicato negli altri due minturnesi i due uomini che si erano presentati con De Rosa alle cave.

I due sono stati quindi assolti per non aver commesso il fatto.

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