Piste ciclopedonali, dal Wwf l’invito ad usare i fondi per la manutenzione

Piste ciclopedonali, dal Wwf l’invito ad usare i fondi per la manutenzione

Salta il finanziamento per la pista ciclopedonale “per pochi” ma lo stato in cui versano le piste ciclabili ad uso di tutti non è buono. Interviene  per WWF Litorale Laziale il vicepresidente Franca Maragoni.

“La notizia del definanziamento del percorso ciclopedonale waterfront sull’Appia  -si legge in una nota –  ha, per un attimo, rasserenato parecchi animi. Chi conosce il valore delle piste ciclabili, chi sa quale valore aggiunto offrono ad una città, in particolare una città di mare come la nostra, non poteva pensare alla considerevole cifra che sarebbe stata spesa per costruire una pista ciclopedonale ad esclusivo e limitato uso degli ospiti di alberghi e campeggi della zona costiera a sud di Porta Napoletana.

Non vale neanche più la pena ricordare i passi che l’amministrazione, supportata dalla nostra associazione prima e da Agenda 21 Locale poi, ha tradotto in atti formali nel tempo. Atti formali citati nei post pubblicati dal WWF Litorale Laziale gruppo Attivo Litorale Pontino rispettivamente il 24 febbraio 2017 e il 23 aprile 2017. Il 22 aprile del 2014 la Giunta comunale approva con delibera n.94 l’avvio del procedimento per l’adozione del Piano urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) che, successivamente, il 15 dicembre dello stesso anno, viene deliberato in Consiglio comunale (del.n.322).

Nel documento si ipotizzava tra l’altro una ciclabilità cittadina non più dedicata soltanto al tempo libero ma sviluppata in modo da permettere di raggiungere i servizi e i luoghi più frequentati in alternativa ai mezzi motorizzati. Secondo quanto approvato, il Piano Quadro della Ciclabilità andava completato realizzando un anello ciclabile addirittura di raccordo tra Borgo Hermada e Terracina Centro; i tronconi di piste attualmente presenti e decisamente mal messi, del Mortacino, Lungo Linea e Viale Circe assumevano un ruolo cruciale nella realizzazione di un “anello ciclabile”, fulcro di una agognata mobilità sostenibile perché finalizzato non solo a scopi turistico-ricreativi ma anche sociali e di servizio. Tutto questo è rimasto fermo per anni fino alla comparsa di questa mirabolante e meravigliosa pista ciclopedonale sospesa sul mare salutata non entusiasmo, all’epoca da molti.

Ora, perché ci siamo sentiti rasserenati solo per un attimo? Semplice perché nelle intenzioni dell’amministrazione non vediamo un ravvedimento a recuperare quanto promesso e non mantenuto per anni ma, ahimè, la volontà di persistere nell’ ignorare le esigenze di una città che soffoca nel traffico estivo, ma purtroppo e spesso anche invernale; e chi accompagna i figli a scuola tutte le mattine capisce quello a cui si fa riferimento; e persistere inoltre nel ripresentare il medesimo progetto oggi definanziato. Il nostro invito è quindi quello di utilizzare i fondi risparmiati soltanto per fare vera manutenzione alle piste già presenti sul territorio e realizzare finalmente il completamento del progetto dell’anello ciclabile, passo importante per arrivare all’attuazione concreta del PUMS”

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