Coronavirus, l’analisi giornaliera dei dati del contagio da COVID-19

Coronavirus, l’analisi giornaliera dei dati del contagio da COVID-19

Ermete Labbadia, laureato da anni in economia e commercio ma appassionato e con una tesi in statistica, ci accompagna nella lettura dei dati del contagio dell’emergenza Covid-19. 

Continuano le notizie confortanti  in Italia anche dopo i dati comunicati il 10 giugno: 202  i nuovi positivi accertati (283 il giorno precedente).

Scende il numero degli attualmente positivi: 31710  (-1162 ). Ancora sotto quota 100 i nuovi decessi: 71 nella giornata di ieri (79 nella giornata precedente).

In calo per il 67° giorno consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 249  (263  il giorno precedente).

Scende il numero dei pazienti contemporaneamente ricoverati negli ospedali: 4320  (4581 il giorno precedente).

Nella tabella 1 troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.

Nella seconda colonna della Tabella 1 i nuovi casi positivi accertati ieri.

Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 28 maggio al 3 giugno e dal 4 al 10 giugno.

L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore. Non ci sono al momento regioni italiane con  un rapporto che possa destare segnali  di preoccupazione.

Il rapporto positivi/tamponi in Italia di ieri raggiunge il suo minimo: 0,322%.

Uno dei migliori anche per la Lombardia: 1,064%.

L’indice Rt, dopo i dati comunicati il  10 giugno, è 0,57 per  l’Italia e 0,64 per la  Lombardia.

Nella prima colonna della Tabella 2 il numero delle persone contemporaneamente ricoverate, nella seconda il numero dei posti in Terapia intensiva occupati, nella terza la media giornaliera dei casi accertati nell’ultima settimana.

Notiamo, come spesso è accaduto, che il numero dei posti in terapia intensiva contemporaneamente occupati è molto simile al numero dei nuovi casi accertati.

Il numero delle terapie intensive continua a scendere da 67 giorni; quindi le riaperture del 4 e del 18 maggio non hanno provocato peggioramenti.

La regione Lazio è al secondo posto per numero di persone attualmente ricoverate.

Rispetto alla media dei nuovi casi accertati appare un po’alto il numero dei ricoverati nel Lazio, in Abruzzo e nelle Puglie. 

Ciò potrebbe essere letto come un segnale negativo: in queste regioni il numero degli asintomatici non accertati potrebbe essere più sottovalutato che altrove.

Ma potrebbe essere anche un segnale positivo: potrebbe essere ricoverato un numero maggiore di pauci sintomatici oppure per precauzione il tempo di permanenza negli ospedali potrebbe essere maggiore.

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