Regolarizzazione dei braccianti stranieri, scatta subito la truffa

Regolarizzazione dei braccianti stranieri, scatta subito la truffa

La regolarizzazione degli stranieri impegnati nelle aziende agricole, disposta dal Governo, in provincia di Latina si starebbe trasformando nell’ennesima truffa ai danni dei braccianti extracomunitari.

In un territorio che da anni è alle prese con la piaga del caporalato e dove tanti lavoratori sono stati trovati dagli investigatori ridotti in condizioni di semischiavitù, sarebbe infatti subito spuntato chi è pronto a fare sporchi affari sfruttando anche il provvedimento volto a risollevare le imprese fiaccate dall’emergenza coronavirus e a migliorare la vita di lavoratori troppo a lungo invisibili.

A dare l’allarme è il segretario generale della Uila, Stefano Mantegazza.

“Avevamo visto giusto – sostiene il sindacalista – perché la sanatoria dei migranti rischia di trasformarsi in truffa ai loro danni, offrendo un’occasione di lavoro per i tanti caporali in giacca e cravatta che, come già avvenuto in passato, sarebbero tornati a vendere i permessi di soggiorno ai clandestini”.

Mantegazza sostiene che nella prima settimana di vigenza del decreto sono state presentate poco meno di 10mila richieste e, che in molte parti d’Italia, a partire appunto da Latina e Foggia, caporali e sfruttatori di ogni tipo si sono fatti avanti offrendo ai lavoratori irregolari contratti fittizi necessari per ottenere un permesso di soggiorno provvisorio in cambio di diverse migliaia di euro.

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