Coronavirus, il punto sui dati del contagio al 7 giugno

Coronavirus, il punto sui dati del contagio al 7 giugno

Ermete Labbadia, laureato in economia e commercio ma appassionato e con una tesi in statistica, continua ad accompagnare in esclusiva h24notizie.com nella lettura dei dati del contagio dell’emergenza Covid-19.

Notizie ancora confortanti in Italia anche dopo i dati comunicati il 7 giugno: 197 i nuovi positivi accertati (270 il giorno precedente).

Scende il numero degli attualmente positivi: 35262 (-615)  e  così anche il numero di nuovi decessi: 53 (72 il giorno precedente).

In calo per il 63° giorno consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 287  (293  il giorno precedente).

Scende sotto i 5.000  il numero dei pazienti contemporaneamente ricoverati negli ospedali: 4864  (5002 il giorno precedente).

Nella tabella 1 troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.

Nella seconda colonna della Tabella 1  i nuovi casi positivi accertati ieri.

Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 25 al 31 maggio e dall’1 al 7 giugno.

L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore. Non ci sono al momento regioni italiane con  un rapporto che possa destare elementi di preoccupazione.

Il rapporto positivi/tamponi in Italia  di ieri è 0,398%, uno dei più bassi di sempre; anche in Lombardia il rapporto positivi/tamponi di ieri è uno dei migliori registrato dalla regione: 1,562%.

L’indice Rt, dopo i dati comunicati il  giorno 7 giugno, è in miglioramento sia  in l’Italia: 0,52 (da 0,55) e sia in Lombardia: 0,63 ( 0,67 il giorno precedente).

Nella Tabella 2 la percentuale di contagiati accertati in base alla numerosità della popolazione.

La situazione peggiore è in Qatar, dove addirittura il 2,332% della popolazione è risultato già positivo.

Nei primi posti di questa classifica  innanzitutto piccole enclavi o realtà  circondate da aree molto colpite: San Marino, Andorra, Città del Vaticano, Lussemburgo, in cui evidentemente anche la percentuale di test per popolazione è sicuramente molto elevata. 

Ma accanto a queste piccole realtà nei primi posti troviamo molte nazioni del Golfo Persico: oltre al Qatar, il Bahrain, Il Kuwait, ma anche Emirati Arabi ed Oman.

Eppure i mezzi di comunicazione non ci riferiscono spesso di questa area come particolarmente colpita.

Nei primi posti anche alcune zone dell’America Latina: Perù, Cile, Brasile, che  purtroppo sono destinate a scalare posizioni anche in questa tabella.

Da dire che nazioni molto popolate, come USA, Brasile e Russia sono anche più difficilmente controllabili con test ed è normale che non siano moto davanti in graduatoria come ci si aspetterebbe.

L’Italia è ventunesima attualmente dietro anche a Islanda, Irlanda, Belgio, Bielorussia e Svezia”.

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