Coletta guarda al 2021 (e non solo): “Uniti contro il populismo sovranista”

Coletta guarda al 2021 (e non solo): “Uniti contro il populismo sovranista”

Nei giorni scorsi molti media avevano paventato ipotesi di aperture a sinistra da parte del sindaco di Latina Damiano Coletta e del suo movimento civico di maggioranza “Latina Bene Comune”.

Ma non solo, perché se da una parte si parlava di possibili – e ripetute – possibilità di “matrimonio” con il Pd locale, dall’altro in parecchi si domandavano quali potessero essere i confini di una possibile coalizione per confermare altri cinque anni di governo della città che al momento, parecchi, giudicano cosa complicata.

Ma a rispondere è direttamente il sindaco di Latina, in questo caso anche in qualità di presidente di Lbc. L’obiettivo è allargare la coalizione con l’appello ad un anno dal voto, per “un campo largo, aperto anche ai moderati e ai conservatori che non si riconoscono nel populismo sovranista”. Parole forti quelle di Coletta che spiegano, in un passaggio successivo, anche i possibili confini della futura alleanza elettorale: “Credo sia importante costruire un percorso con il PD, e sono convinto che non si possa fare a meno dell’apporto di M5S, Italia Viva, Azione, Articolo 1, Liberi e Uguali, Le Sardine e Italia in Comune e di qualunque altra forza che ha preso le distanze da quella classe dirigente che nelle passate amministrazioni ha affossato la città con i comitati di affari”.

Lanciato il messaggio, ora bisognerà capire in quanti raccoglieranno la proposta.

“In questi giorni di fantasiose ricostruzioni sugli eventuali allargamenti della maggioranza o di possibili coalizioni in vista delle prossime elezioni amministrative, credo sia opportuno intervenire per fissare alcuni punti e per dare qualche suggestione.

Nel 2021 Latina si ritroverà ad un bivio: confermare e rafforzare il cambiamento che nel 2016 i cittadini hanno voluto oppure ritornare al passato con il rischio di tornare nel tunnel della malagestione e della commistione della politica con il malaffare. Ancora meglio: i latinensi vorranno permettere alla rivoluzione gentile ma decisa dell’esperienza civica di proseguire, migliorando ancora la città in maniera sana e strutturata? O vorranno far ritornare i sovranisti che riassumendo il governo della città farebbero anche riassumere il rischio concreto di sprecare le risorse post COVID che arriveranno nei prossimi anni? Credo che Latina abbia il diritto di avere un futuro in cui vengano garantiti, come oggi, equità e certezza del diritto per i suoi cittadini, un futuro in cui si possa pensare ad uno sviluppo sostenibile, così da completare il percorso avviato per diventare finalmente una città europea, universitaria, partecipata e innovativa.

Una prospettiva che rimane possibile nonostante stiamo attraversando, insieme al resto del Paese, il periodo più difficile dal dopoguerra. Questo perché abbiamo governato cercando di tutelare sempre le fasce deboli, di garantire misure di protezione e sviluppo che non solo affrontino il presente ma possano prepararci per il futuro. Una impostazione che ci ha permesso di affrontare e gestire con efficacia una delicatissima emergenza socio-sanitaria pur se con risorse limitate, come sta accadendo per tutti i comuni italiani. Abbiamo voluto condividere questo momento con un Patto per Latina, in cui ho apprezzato la scelta di voto del gruppo consiliare del PD e del gruppo misto, che fosse inclusivo e si fondasse su alcuni punti: mobilità sostenibile, tutela ambientale, servizi sociali, partecipazione, rigenerazione urbana, valorizzazione dei siti dismessi, creazione di reti d’impresa, rivalutazione dei piani particolareggiati.

Crediamo che queste possano essere le basi solide per una ripartenza del nostro territorio alla luce dell’emergenza Covid, grazie anche al supporto delle altre Istituzioni, prima fra tutte  la Regione, che stanno cercando di fare il possibile per aiutare i Comuni sulle questioni centrali. Nel 2023 anche nel Lazio si voterà per scegliere il Governatore della Regione e la maggioranza a suo sostegno. Credo che una tappa d’avvicinamento fondamentale sarà quella delle elezioni amministrative a Roma e Latina nel 2021. La vittoria di un campo largo, aperto anche ai moderati e ai conservatori che non si riconoscono nel populismo sovranista, penso possa davvero contribuire a garantire un futuro di sviluppo.

Per questo credo sia importante costruire un percorso con il PD, e sono convinto che non si possa fare a meno dell’apporto di M5S, Italia Viva, Azione, Articolo 1, Liberi e Uguali, Le Sardine e Italia in Comune e di qualunque altra forza che ha preso le distanze da quella classe dirigente che nelle passate amministrazioni ha affossato la città con i comitati di affari. Spetta alla politica fare una sintesi anche di tutte le interlocuzioni fatte in passato, delle divergenze che non hanno fatto concretizzare le alleanze, nel rispetto e nella giusta autonomia delle parti. Su diversi temi c’è una visione simile, su altri possiamo trovare una mediazione. Sappiamo che c’è però la sostanza politica di fondo, che rappresenta il vero discrimine con chi ha cementificato e saccheggiato Latina con i comitati d’affari arcinoti.

Perché sarà importante preservare un metodo, che poi è la sostanza del cambiamento di cui siamo stati portatori, grazie al mandato degli elettori: garantire una macchina amministrativa sana, strutturata, rispettata dalla politica e rispettosa dei suoi indirizzi, sempre più efficace, che possa dare ai cittadini i risultati di crescita sana, condivisa e stabile che la città merita.”

La nota del sindaco e presidente di Lbc Damiano Coletta

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