Analisi dati del coronavirus: quanto influiscono clima e posizione geografica

Analisi dati del coronavirus: quanto influiscono clima e posizione geografica

Ermete Labbadia, laureato da anni in economia e commercio ma appassionato e con una tesi in statistica, ci accompagna, come ogni giorno, nella lettura dei dati del contagio dell’emergenza Covid-19.

Solo 300 sono i nuovi casi positivi accertati in Italia il 25 maggio( 531 il giorno precedente).

Il rapporto positivi/tamponi x 100 in Italia è il più basso di sempre: 0,85.

Mai così basso anche il rapporto tra positivi e persone testate:1,4%.

In calo per il 50° giorno  consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 541  (553  il giorno precedente), nonostante il numero dei decessi per il secondo giorno consecutivo  sotto quota 100: 92 nella giornata di ieri.

Scende ancora  il numero dei pazienti contemporaneamente ricoverati negli ospedali : 8185 (- 428 rispetto al giorno precedente).

Nella tabella troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.

Nella seconda colonna della Tabella  i nuovi casi positivi accertati ieri. Ben 14 regioni fanno registrare non più di 6 casi.

Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 12 al 18 maggio e dal 19 al 25 maggio.

L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore. Il rapporto più alto tra le regioni con più di 10 casi di media è quello della Liguria (0,85).

 Il valore più basso della settimana scorsa si è registrato in Italia lunedì (451 casi accertati) e il valore più alto il martedì (813 casi accertati) quindi non ci dovremmo spaventare per un’eventuale controtendenza nella giornata di oggi.

A tal proposito assume sempre più importanza l’indicatore del rapporto tra le medie giornaliere  dei casi delle ultime due settimane, che vi stiamo proponendo ultimamente, poiché  attenua di molto gli effetti di un eventuale numero maggiore o minore di  tamponi processato  in un determinato giorno della settimana.

Nel grafico di oggi vediamo il trend di alcune regioni tirreniche.

Molto simile: con un rapporto tra le medie giornaliere delle ultime due settimane intorno allo 0,60 (quello della settimana precedente era per tutte e tre le regioni intorno allo 0,90).

Questa similitudine potrebbe essere casuale ma anche dovuta a fattori climatici: ricordiamo ad esempio un periodo in cui a peggiorare erano solo le regioni del nord ovest ed un altro ancora in cui miglioravano molto più delle altre quelle del nord est.

Se gli esami sierologici confermassero definitivamente le indiscrezioni dell’ultimo periodo, cioè che il Coronavirus abbia girato  in Italia già dal periodo autunnale, la motivazione per cui  regioni del Centro e del Sud siano state meno colpite non sarebbe da ascrivere ovviamente soltanto al tempestivo lockdown di marzo per queste aree ma molto probabilmente a fattori strettamente collegati al clima e alla collocazione geografica”. 

You must be logged in to post a comment Login

h24Social