Le prime riaperture sono incoraggianti? Cosa ci dicono i dati

Le prime riaperture sono incoraggianti? Cosa ci dicono i dati

Ermete Labbadia, laureato in Economia e Commercio ma con una tesi e la passione per la Satistica ci accompagna ormai da diverse settimane nell’analisi dei dati dell’emergenza Covid-19.

Dati confortanti per l’ Italia anche dopo il Bollettino  del 12  maggio.

I nuovi casi positivi accertati sono 1402, di cui 1033 in Lombardia.

Il dato elevato di ieri dei contagiati in Lombardia risente del numero record di tamponi effettuati nella regione (20.602), ma è frutto anche di tamponi processati nei giorni precedenti: 419 sono ascrivibili a giornate precedenti.

In calo i decessi in Italia: 172.

In calo per il 38° giorno  consecutivo il numero delle persone che occupa le terapie intensive: 952 (999 il giorno precedente).

Nella tabella troviamo nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia.

Nella seconda colonna della Tabella  i nuovi casi positivi accertati ieri. Ben 15 regioni fanno registrare non più di 25 nuovi casi.

Le due colonne successive ci indicano la media giornaliera dei casi calcolata nelle ultime due settimane, cioè dal 29 aprile al 5 maggio e dal 6 al 12 maggio.

L’ultima colonna ci indica il rapporto tra questi due valori: quindi dove il numero è superiore ad 1 vuol dire che la media dell’ultima settimana è maggiore e quindi la situazione è peggiore.

Solo il Molise fa registrare un valore largamente superiore ad 1 per via di un focolaio sviluppatosi qualche giorno fa in un campo Rom a Campobasso. Anche se il valore è in miglioramento: è sceso da 16,5 a 6,07 in una giornata.

Le situazioni migliori si registrano nella provincia autonoma di Trento (0,15), ma anche in regioni più colpite, come Toscana (0,43), Emilia Romagna (0,48) e Piemonte (0,48).  

Apparentemente potrebbe destare preoccupazione la situazione della Lombardia che ha un valore superiore a 1 (1,01).

In realtà il numero di chiamate al 118 per motivi respiratori ed infettivi in Lombardia è sceso ulteriormente in questi giorni.

Il 10 maggio il numero di  chiamate  è stato 284,  meno del valore medio che si è registrato bella prima settimana di febbraio (295) e della seconda settimana di febbraio (298), quando ancora non  si era a conoscenza della presenza del Covid in Italia.

Il 16 marzo sono arrivate addirittura più di 1500 chiamate.

La curva dei casi probabili che abbiamo costruito in base alle chiamate al 118 era superiore a quella dei casi accertati anche 20 o 30 volte nella prima metà di marzo.

Oggi invece riscontriamo nella curva dei casi probabili valori anche minori di quelli accertati.

Il miglioramento avuto da marzo quindi  è molto ma molto più marcato di quello che ci raccontano le curve “ufficiali” del contagio.

Questo miglioramento quasi sicuramente non è dovuto all’indebolimento del virus, ma al fatto che il numero dei casi i nella prima fase dell’epidemia e in quella centrale è stato ampiamente sottostimato.

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