L’analisi giornaliera sui dati del coronavirus: l’Italia ha il trend migliore

L’analisi giornaliera sui dati del coronavirus: l’Italia ha il trend migliore

Continuano le notizie confortanti anche dopo i dati comunicati  il 10 maggio. I nuovi casi positivi  accertati in Italia sono 802. Il rapporto tamponi/positivi è in costante diminuzione e rimane per il secondo giorno consecutivo a 1,5.

Solo 3 regioni italiani fanno registrare più di 60 casi giornalieri:  Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna, che con 76 scende dopo tanto tempo sotto quota 100.

Gli incrementi percentuali a 5 giorni dei casi totali sono tutti in diminuzione (miglioramento), tranne che per il Molise, che da un paio di giorni è alle prese con un focolaio all’interno della comunità rom di  Campobasso.

In calo i decessi, le persone contemporaneamente ricoverate in terapia intensiva e le persone contemporaneamente ricoverate in Italia.

Per quanto riguarda la media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 3 settimane per tutte le regioni italiane solo il Molise ha valori crescenti (peggiori) nell’ultimo periodo.

Nella tabella 1B abbiamo inserito le nazioni occidentali più colpite dal Coronavirus. 

Per quanto riguarda gli incrementi percentuali a 5 giorni sono Spagna ed Italia che hanno i valori più bassi (migliori).

Rispetto alla settimana scorsa l’indice si è abbassato leggermente di più per l’Italia che per la Germania, dove i dati già risentono probabilmente  in maniera superiore dell’allentamento delle misure restrittive, iniziato il 20 aprile.

Ciò potrebbe indicare che con l’allentamento delle misure restrittive le curve ufficiali del contagio continuino a scendere, anche se in maniera meno evidente laddove ci sono più  riaperture.

Nell’ultima colonna della tabella abbiamo calcolato un Rt in base ai dati ufficiali comunicati, anche se è da considerarsi probabile ed orientativo perché noi non disponiamo dei dati in base alle partenze delle sintomatologie ma solo al momento in cui vengono processati i tamponi.

L’Italia con 0,64 ha il valore migliore tra i casi esaminati   

Rt (R con t) è il  parametro che indica l’indice di riproducibilità del virus in un dato momento in presenza di misure.

Se  Rt è uguale a 1 vuol dire che una persona ne contagia 1, se è uguale a 2 una persona ne contagia 2.

Anche la Germania è sotto la soglia 1 con 0,78 e così gli Stati Uniti 0,89, mentre il Regno Unito con 1,11 resta al di sopra di questa soglia.

Per quanto riguarda Francia  e Spagna non è possibile dare il dato perché entrambe hanno effettuato dei ricalcoli sostanziosi sul numero dei casi accertati nei giorni scorsi.

Ed ora veniamo alla querelle che divide i mondo scientifico in questi giorni: il virus è diventato più debole oppure no?

Quello che a noi è evidente già dagli inizi di aprile è che la curva dei casi medi e gravi è molto diversa e migliore di quella evidenziata dai comunicati ufficiali dei casi accertati.

Lo abbiamo scoperto analizzando i dati dei nuovi positivi ricoverati nella provincia di Latina e poi abbiamo avuto conferme successivamente sempre in aprile dal’andamento del numero di chiamate al 118 per motivi respiratori od infettivi in Lombardia pubblicato da alcuni siti internet, e poi ancora dai bollettini quotidiani emanati dai vari ospedali laziali.

Non avendo evidenze scientifiche sul depotenziamento del virus la nostra ipotesi ad inizio aprile è stata quella di una sottostima più marcata del numero dei contagi nella fase iniziale e centrale dell’epidemia.

Chiariamo meglio con un esempio.

A metà marzo in una cittadina ci sono 400 contagiati in giro, ma noi ne riusciamo a rilevare 20. A inizio maggio ci sono 20 contagiati in giro e noi ne rileviamo 10.

Secondo la curva ufficiale abbiamo quindi la metà dei contagiati (10 invece di 20), ma in realtà il numero reale è di un ventesimo (20 e non 400). 

Ermete Labbadia

Qualche professore, medico di  ospedale, allora pensa: se la curva ufficiale mi dice che il contagio si è dimezzato ma io invece vedo entrare tra i nuovi ammalati un ventesimo di pazienti rispetto al periodo più critico allora evidentemente il virus è diventato più debole.

Quindi fin quando non ci saranno evidenze scientifiche sula composizione di un virus che a livello biologico si sia indebolito, l’unica ipotesi avvalorabile è quella che vi stiamo raccontando noi da inizio aprile, cioè di una sottostima maggiore nel numero dei contagiati nella fase iniziale e centrale dell’epidemia, rispetto a quella finale  .

Se invece fosse vera la curva che ogni giorno la scienza ufficiale ci propina allora sì che l’unica spiegazione plausibile sarebbe il depotenziamento del virus.

Per avere una risposte definitiva potrebbe essere anche sufficiente l’indagine sierologica a campione che ci rileverebbe il numero di contagi nei vari periodi e la percentuale tra sintomatici ed asintomatici.

In ogni caso il Comitato tecnico scientifico per consigliare il Governo dovrebbe utilizzare la curva dei casi medi e gravi e non quella del contagio normale,: basterebbe costruirla coi dati  dei nuovi accessi negli ospedali o nei posti di terapia intensiva: dati che non sono pubblicati nei prospetti ufficiali, che noi abbiamo ricavato per la provincia di Latina, ma che al sistema sanitario, grazie ai dati immagazzinati nei computer dei singoli ospedali,  non dovrebbe essere difficile ricostruire in tempo reale o quasi per l’intero territorio nazionale.Calcolare il valore Rt su una curva fasulla o per tutti i casi indistintamente, senza quindi soffermarsi su quelli più gravi,  può causare gravi danni all’economia nel momento in cui si evitano  riaperture possibili ma anche alla salute delle persone se non ci si accorge in tempo di un’eventuale controtendenza.

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