Coronavirus, le regioni nelle ultime 4 settimane: preoccupa la Liguria. L’analisi

Coronavirus, le regioni nelle ultime 4 settimane: preoccupa la Liguria. L’analisi

Ermete Labbadia, laureato da anni in economia e commercio ma appassionato e con una tesi in statistica, continua ad accompagnare h24notizie nella lettura dei dati del contagio dell’emergenza Covid-19

“Nella tabella di oggi abbiamo inserito la media giornaliera dei casi accertati nelle ultime 4 settimane per tutte le regioni italiane.

Notiamo che in quasi tutte le regioni c’è un miglioramento. Delle regioni con una media superiore ai 10 casi giornalieri l’unica che sembra in controtendenza è la Liguria.

Nella quasi totalità delle regioni il numero di tamponi effettuato è aumentato però considerevolmente settimana dopo settimana.

Abbiamo quindi deciso di analizzare oggi l’andamento di alcune regioni tenendo conto del numero dei tamponi effettuato nei diversi periodi.

Ne abbiamo scelte tre, che presentano al momento situazioni diverse: la Lombardia, che è la regione con più casi, la Calabria, che è una di quelle regioni che si sta attestando ultimamente  con costanza sotto i 10 casi giornalieri e la Liguria, che qualche settimana fa si trovava in una posizione media e che ultimamente però sembra avere, nonostante il lockdown, una situazione molto stagnante. Per la Lombardia abbiamo supposto che i casi accertati in questa ultima settimana siano pari a quelli reali.

Notiamo che la situazione è ancora più in miglioramento se osserviamo la linea della media giornaliera dei casi accertati tenendo conto dei tamponi effettuati: sicuramente il numero di casi ad aprile ma soprattutto a marzo in Lombardia è stato ampiamente sottostimato, come stanno confermando anche i test sierologici avviati qualche giorno fa.

E’ anche chiaro  però che i casi accertati in questo ultimo periodo nella regione siano molto più vicini a quelli reali. La percentuale dei casi sottostimati potrebbe essere già bassissima, come è intuibile dal numero giornaliero delle chiamate al numero regionale per problemi respiratori e infettivi, che il 26 e il 28 aprile è stato quasi identico a quello del 17 febbraio (3 giorni prima del caso di Codogno).

E’ più o meno dalla metà di aprile che la Calabria fa registrare numeri molto bassi. Per la Calabria abbiamo supposto che i casi accertati nel periodo 15-22 aprile corrispondessero a quelli reali e che dopo la ricerca si sia spostata quasi completamente nella ricerca di asintomatici nel personale sanitario e nelle RSA.

In Calabria le due linee della media giornaliera dei casi accertati e di quella che tiene conto dei tamponi effettuati sono quasi sovrapposte nell’ultimo mese. E’ leggermente superiore quella dei casi accertati perché in base anche alla supposizione iniziale è molto verosimile che qualcuno dei casi accertati nell’ultimo periodo si riferisca a situazioni nate in un periodo antecedente.

Il discorso della Liguria sembra diverso. Se dal primo al secondo periodo e dal secondo al terzo la condizione stagnante sembra poco veritiera, perché dovuta all’aumentare del numero di tamponi,  il passaggio dal terzo (19- 25 aprile) al quarto (26 aprile – 2 maggio) periodo rivela una situazione non in miglioramento, anche se si tiene conto del numero di test effettuati.

La Liguria è la regione italiana, quindi, che dovrà fare più attenzione dal 4 maggio, quando inizierà  l’allentamento delle misure restrittive”.     

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