Fase 2, rivedere la mobilità cittadina: l’appello del circolo di Legambiente

Fase 2, rivedere la mobilità cittadina: l’appello del circolo di Legambiente

L’appello, rivolto al vice sindaco facente funzioni di Terracina Roberta Tintari, è rivolto dal circolo di Legambiente “Pisco Montano” per voce della presidente Anna Giannetti.

Nella missiva, si fa riferimento alla possibilità di una nuova “mobilità” pensando a nuove “vie green”.

Anna Giannetti, presidente Legambiente Terracina

Egregio Sig.ra Sindaco ff. Roberta Tintari, sono certa che abbia già ricevuto nei giorni scorsi una lettera da Legambiente nazionale, inviata all’ANCI e a tutti i Comuni italiani, lettera che vuole risvegliare le vostre coscienze di Amministratori perché a noi di Legambiente “non piacerebbe tornare nelle stesse città che abbiamo lasciato i primi di marzo. Noi di Legambiente pensiamo che le nostre città possano essere un fantastico banco di prova per sperimentare le vie green verso nuovi modelli di sviluppo. La mobilità in questo senso è un settore chiave perché incide sull’organizzazione della città, sull’urbanistica, sui tempi e sugli stili di vita di ciascuno di noi”.

Ecco, le scrivo anche io in qualità di Presidente del Circolo Legambiente locale, un circolo molto conosciuto, attivo e propositivo da anni su tutti gli argomenti relativi alla mobilita’, per chiederle di leggere con attenzione la lettera e di rispondere alle nostre reiterate (da ormai due anni) richieste di costituire un Osservatorio cittadino sulla Mobilita’ che possa raccogliere tutti gli spunti necessari per la formulazione di un PUM/PUMS davvero adeguato alle esigenze e non calato dall’alto da un qualche “consulente” esperto. Perché non iniziare SUBITO – utilizzando gli strumenti di supporto digitali-  il processo partecipato per la stesura del Piano Urbano di Mobilita’ anche Sostenibile inserendolo nel più ampio programma post-covid19?

E soprattutto quale è mai stata la ragione per cui l’Amministrazione ha invece preferito rivedere nel 2017 il Piano Urbano del Traffico, strumento universalmente considerato obsoleto invece di avviare già allora la stesura partecipata del Piano? Ma riportiamo l’attenzione a Terracina: i dati nel nostro report annuale ECOSISTEMA URBANO 2019, che lei sicuramente conosce bene, affermano che sono ancora troppe le auto nella nostra Città (siamo saliti addirittura dal 59,25 ogni 100 abitanti del 2017 al 60,69 del 2018) e continua ad essere molto scarsa la domanda di trasporto pubblico locale (5,21 viaggi ad abitante annui rispetto ad una media delle città confrontabili di 31,8), addirittura in diminuzione rispetto al 2017.

E purtroppo, converrà con me, che quando si ripartirà, come afferma Legambiente nazionale “quanti vorranno ancora accalcarsi negli autobus o nei vagoni della metropolitana e non preferiranno piuttosto ricorrere al mezzo privato per andare in ufficio? Quante macchine in più ci saranno già a partire da giugno, ma soprattutto cosa succederà a settembre quando riapriranno finalmente le scuole? Quanti genitori non si vedranno costretti ad accompagnare i propri figli a scuola in macchina piuttosto che affidarli all’autobus o allo scuolabus?

Ecco allora, sempre per riportare tutto al contesto terracinese, i nostri dati (DATI ECOSISTEMA URBANO 2019) ci dicono che la mobilità ciclabile va decisamente migliorata riqualificando le piste ciclabili esistenti e utilizzabili in sicurezza e creando nuove piste integrate nei flussi di spostamento reale delle persone casa-scuola-lavoro, e incrementare oggi la mobilità lenta (soprattutto pedonale) aumentando di molto le isole pedonali, assolutamente carenti, e superando la mancanza di Zone a Traffico Limitato (ZTL), zone 20 e zone 30. Purtroppo nonostante i pomposi titoli giornalistici sulla “Pink Road” stile Lisbona in risposta al Bando Regionale relativo alla Legge “Disposizioni per lo sviluppo della mobilita’ in bicicletta e la realizzazione delle rete nazionale di percorribilità ciclistica” addirittura da collegare alla Ciclovia del Sole, sulla “Appia Wellness Road” con fondi regionali e comunali della Pista sospesa modello Lago di Garda, e il bel progetto “Share Fresh Air Project” che il Comune di Terracina ha presentato in risposta al bando Ministeriale “Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro” entrato in graduatoria ministeriale e riportato anche nel Piano Triennale delle Opere, NULLA è stato veramente ancora fatto concretamente in questi ultimi anni.

Le Zone a Traffico Limitato ZTL, Zone 30, Aree Pedonali, Pedibus vanno invece subito istituite per favorire la mobilita’ attiva anche e soprattutto in occasione della riapertura delle scuole e il riavvio del turismo e la ciclabilita’ cittadina va incrementata da SUBITO, come stanno già facendo con delibere urgenti molti Comuni limitrofi, come il nostro Capoluogo di Provincia, magari seguendo la proposta di Bikeconomist, sostenuta da Fiab, Salvaiciclisti e Legambiente, https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2020/04/18/cento-ciclabili-emergenza-meno-milione-euro-studio-bikenomist_bJUWuvQ8Xk0akalGazJnUJ.html con la costruzione di piste ciclabili “pop-up”, cioè itinerari provvisori ricavati rapidamente per consentire spostamenti sostenibili e sicuri (ma non nello stile delle ultime proposte governative di “bike lane” aperte anche ai veicoli a motore!) anche semplicemente tracciando i percorsi direttamente sull’asfalto oppure attraverso l’ampliamento dei marciapiedi, la realizzazione di percorsi pedonali protetti, la creazione di ciclo-stazioni e corsie preferenziali “Bike to School” per incentivare l’uso della bici per i percorsi casa-scuola e puntando soprattutto verso l’uso della bicicletta elettrica, definita dall’OMS e dalle Associazioni amiche della mobilità sostenibile il mezzo ideale per il “social distancing”.

In questo caso sarebbero particolarmente utili i finanziamenti pubblici per l’acquisto di biciclette elettriche, che potrebbero essere anche sostituiti o incrementati da bonus comunali per l’acquisto e che aumenterebbero la diffusione di questo mezzo di trasporto, non solo per gli spostamenti dei cittadini, ma anche per le consegne a domicilio. E’ necessario inoltre aumentare la qualità, la sicurezza – nel pieno rispetto dei requisiti prestazionali e normativi – delle piste ciclabili esistenti, aumentare le strutture portabiciclette distribuendole in modo diffuso sul territorio, introdurre un sistema di bike sharing a flusso libero con biciclette a pedalata assistita, realizzare collegamenti ciclo-pedonali per favorire l’intermodalità bici – trasporto pubblico, con la costruzione di grandi parcheggi per biciclette presso i principali snodi cittadini e altri importanti attrattori di mobilità.

È fondamentale poi occuparsi anche della micromobilità cittadina, equiparando anche i monopattini elettrici alle biciclette, aggiornando i regolamenti cittadini nel rispetto delle disposizioni nazionali, come recentemente fatto dal Comune di Latina. Aggiungo poi che l’adozione della applicazione di infomobility MOOVIT per il trasporto pubblico locale con la associata APP scaricabile è stato un ottimo passo avanti, che abbiamo sempre riconosciuto e portato anche alla attenzione nazionale come best practice cittadina, ma bisogna spingere ancora di più con l’analisi di fabbisogni, la comunicazione, e magari integrando l’applicazione orientata al TPL con altri servizi di intermodalità ciclabile, ferroviaria e pedonale in modo da facilitare l’ impostazione degli itinerari personalizzabili con orari flessibili.

A Terracina poi risultano completamente assenti da anni (Dati ECOSISTEMA URBANO TERRACINA 2019) i servizi di green mobility come car sharing, car pooling, bike sharing, mentre afferma Legambiente nazionale “bisognerà lavorare per rafforzare la sharing mobility per avere più mezzi e in più quartieri, per rendere disponibili da subito a prezzi popolari, al limite del gratuito, e-bike e monopattini elettrici, veicoli che garantiscono di per sé il miglior distanziamento sociale, e realizzare nuovi percorsi ciclabili temporanei e protetti lungo gli assi di traffico prioritari”. Ovviamente questi servizi devono essere istituiti al più presto nel rispetto di tutti i protocolli sanitari e delle procedure di sanificazione e alcune Amministrazioni più aperte ed evolute stanno pensando addirittura alla gratuita’ dei servizi, pur di spingere all’adozione di un nuovo stile di vita e di mobilita’.

Egregio Sig.ra Sindaco ff. Roberta Tintari, non si limiti quindi all’ordinario, non ci restituisca la vecchia città. Il suo mestiere richiede visione di futuro, soluzioni inedite, capacità di guidare la comunità verso frontiere nuove. E oggi che tutti abbiamo sperimentato una condizione eccezionale, non c’è momento migliore per osare lo straordinario.

La lettera inviata al sindaco di Terracina dal presidente del circolo di Legambiente

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