Analisi dei dati del COVID-19: i dati alla fine del mese di aprile

Analisi dei dati del COVID-19:  i dati alla fine del mese di aprile

L’analisi dei dati di Ermete Labbadia, laureato in economia e commercio con una tesi in statistica, che ogni giorno ci illustra i dati dell’emergenza nazionale e locale di Covid-19. Le previsioni per un mese di maggio all’insegna della speranza di veder calare i numeri del contagio.

“Gli attualmente positivi sono 101.551. Ben 3.106 in meno rispetto alla giornata precedente.  Record per i dimessi/guariti:  ben 4.693 in una sola giornata. Il totale è 75.945. I decessi si avviano gradualmente verso numeri più bassi (ieri sono stati 285) e i casi totali accertati da inizio epidemia 205.463 (+1.872)

Scendono sempre di più il numero dei contemporaneamente ricoverati 18.149 (-1.269) e il numero delle persone contemporaneamente in terapia intensiva  1.694 (-101)

Nella tabella oggi proposta trovate nella prima colonna i casi accertati da inizio epidemia divisi per regione.

Nella seconda colonna i nuovi casi positivi accertati ieri. In ben 14 regioni (Basilicata, Molise, Umbria, Sardegna, Valle d’Aosta, Calabria, Abruzzo, Campania,  Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Marche, Puglia, Trentino Alto Adige e Toscana )  ieri sono stati accertati meno di 60 positivi. In queste zone quindi si contano sulle dita di una mano o sono assenti le nuove persone ricoverate con sintomi medi o gravi.

Le ultime due colonne ci indicano l’incremento percentuale a 5 giorni calcolato il 23 aprile (una settimana fa) e il 30 aprile.

Tutte le regioni hanno un indice più basso (migliore) rispetto a quello della settimana precedente.

I più alti si registrano in regioni del Nord Ovest: Liguria (9,48) e Piemonte (7,63).

Sotto il 3% nei valori dell’incremento percentuale a 5 giorni  indicheremo da ora in poi le situazioni “sotto controllo”.

Oltre la provincia autonoma di Bolzano ben 7 regioni  hanno raggiunto questo traguardo: Umbria, Basilicata, Molise, Sardegna, Calabria, Valle d’Aosta e Campania.

Ma il quadro sicuramente è ancora migliore di quello che leggiamo dalla tabella per due motivi:

il numero di tamponi effettuato nell’ultima settimana è maggiore di quello delle settimane precedenti, quindi a parità di tamponi gli incrementi percentuali di tutte le regioni sarebbero stati migliori.

Il secondo motivo è che i dati comunicati non fotografano i dati all’istante, ma tra avvertimento dei sintomi,  effettuazione dei tamponi, tempi per l’esito degli stessi, comunicazione dei dati ufficiali potrebbero passare una o due settimane.       

Quindi quella che noi leggiamo nei dati giornalieri è la situazione in realtà che si è verificata almeno 10 giorni prima.

Quindi anche situazioni con numeri ancora consistenti in tabella come quella della Lombardia, in questo lasso temporale sono notevolmente migliorate.

Ne è la prova lampante il numero di chiamate al numero 118 per motivi respiratori e infettivi in LombardiaIl giorno 26 aprile il numero di chiamate è stato di 364, il 28 aprile di 366.  Il 17 febbraio, tre giorni prima del caso di Codogno, il numero era 344, il 21 febbraio 375.  Si è arrivati anche a 1537 chiamate in un giorno (il 16 marzo)

Il 4 maggio si può affrontare dunque con prudenza ma anche con fiducia.

Ci sarà il rischio di imbattersi in casa, nei luoghi di lavoro, sui mezzi di trasporto, ancora con qualche asintomatico, ma la probabilità sarà forse ancora minore di quella che c’era nei giorni immediatamente precedenti al 20 febbraio”.

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