Ieri lo zero relativo a Latina, ma dall’analisi dei dati le cose vanno davvero meglio

Ieri lo zero relativo a Latina,  ma dall’analisi dei dati le cose vanno davvero meglio

Torna come ogni giorno l’appuntamento con l’analisi dei dati sull’emergenza sanitaria da Covid-19 di Ermete Labbadia che prova a spiegare le cifre locali e a metterle in relazione con quelle nazionali.

“I dati comunicati il giorno 21 aprile ci hanno regalato una  notizia confortante: per la prima volta dall’inizio dell’emergenza non sono stati registrati nuovi casi positivi nella provincia di Latina.

Leggiamo da siti istituzionali anche che in provincia si sta attivando il laboratorio per il test sierologico.

Ipotizziamo che magicamente dopodomani si riuscissero a testare in un solo giorno contemporaneamente tutti gli abitanti della Provincia e si trovassero 20 positivi asintomatici.

Dovremmo piangere sulla tastiera perché il contagio è tornato improvvisamente come un mese fa? Chiaramente no. Non dobbiamo confondere l’efficacia del sistema di rilevazione con l’evoluzione del contagio.

Per questo da tempo vi diciamo che è meglio guardare altri dati, come ad esempio quelli dei nuovi positivi Ricoverati Covid  (nel grafico in alto in nero), piuttosto che quello dei nuovi positivi (nel grafico in alto in grigio chiaro)

Purtroppo quello dei nuovi ricoverati Covid  è uno dei dati che abbiamo dovuto ricavare noi leggendo i vari bollettini ASL e che non ci vengono forniti nei prospetti sintetici delle comunicazioni ufficiali che danno esclusivamente il numero delle persone al momento contemporaneamente ricoverate, comprensive anche quindi di quelle entrate molte settimane prima.

La curva nera del grafico in alto dimostra che la situazione in provincia di Latina non è in miglioramento in termini assoluti da pochi giorni ma già decisamente dal 23 marzo.

E questo sta succedendo per tutto il territorio nazionale.

Il numero alle chiamate al 118 in Lombardia per motivi respiratori o infettivi ha raggiunto il suo massimo il 16 marzo (1537 chiamate) ,  poi è sceso drasticamente e il 19 aprile è stato di 413,  più o meno lo stesso registrato il 22 febbraio (416 chiamate), quando il caso di Codogno si era appena verificato.

Nella prima metà di febbraio, quando la situazione non era esplosa e forse poteva esserci qualche caso sottotraccia, il numero ha oscillato tra 300 e 350. 

Per la prima volta ieri sera abbiamo ascoltato in una trasmissione sulle reti nazionali, nel programma “Di martedì” su La7,  un intervento, quello di Gattinoni,  professore emerito dell’Università di Gottingen,  medico anestesista e rianimatore, che ha  indicato il dato dei nuovi ricoverati come il migliore per capire la vera evoluzione del contagio, come da diverso tempo è stato sottolineato anche da noi

Veniamo agli altri dati di ieri. Solo 4 regioni hanno registrato più di 100 nuovi casi positivi: Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna. In ben 6 regioni i nuovi positivi sono stati meno di 10: Calabria, Sardegna, Basilicata, Valle d’Aosta, Umbria e Molise. In tutte le altre regioni si sono registrati tra i 10 e i 100 nuovi casi.

Diminuisce in Italia costantemente il numero degli “attualmente ricoverati” e degli “attualmente in terapia intensiva” mente diminuisce decisamente il numero degli “attualmente positivi”  (- 528). Record di guariti in una sola giornata: 2723.

L’unico numero negativo è quello dei decessi: 534 solo ieri, anche se bisogna sottolineare che sono per la stragrande maggioranza collegabili a contagi accertati settimane o mesi fa.

Il grafico a centro con gli incrementi percentuali a 5 giorni dei casi totali e dei decessi ci mostra che questi indici sono in miglioramento da diverso tempo (erano già in calo intorno al 10-12 marzo, pochi giorni l’introduzione delle prime misure restrittive).

Nel grafico in basso, che è identico a quello centrale, abbiamo solo  posposto di 4 giorni la curva dell’incremento percentuale a 5 giorni dei casi totali , perché ci siamo accorti che, così facendo, già da un lungo periodo le due curve (la rossa e la blu) si presentano quasi sovrapposte.

In linea teorica ci saremmo dovuti aspettare in questo periodo una curva più alta per quella degli incrementi riguardanti i decessi (basti pensare che dovremo aspettare l’ultimo decesso molto più oltre dei 4 giorni in cui si verificherà l’ultimo contagio): anche questo testimonia l’efficacia del sistema italiano nell’ultimo periodo nella rilevazione dei nuovi contagi.

Ritornando al grafico in basso, se alla fine dei prossimi 4 giorni (il 26 aprile) trovassimo ancora sovrapposte queste due curve (la rossa e la blu) avremmo 26.262 morti in totale: cioè 1.614 decessi in 4 giorni, più o meno 400 al giorno.

È chiaro che questo numero andrà poi ulteriormente a diminuire nei giorni successivi: più tenderà velocemente verso lo zero e più anche il numero dei decessi regredirà più rapidamente.”    

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